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Caserta Turismo: Ripartire con la cultura

Viaggio nei luoghi della memoria e dell’arte di Terra di Lavoro

I tesori nascosti

A cura di Pasquale Iorio
 

Scheda 6: Meridiane ed orologi storici a cura di P. Di Lorenzo

In un documentato saggio, pubblicato alcuni anni fa sulla Rivista Storica di Terra di lavoro, Pietro Di Lorenzo ha ricostruito con la sua tradizionale passione e professionalità la storia delle meridiane e degli orologi storici, che abbelliscono ed arricchiscono tanti monumenti e siti prestigiosi diffusi nella nostra Provincia. Egli ne descrive le caratteristiche tecniche e scientifiche, evidenziando anche il loro valore storico ed artistico. Pietro Di Lorenzo

Meridiane ed orologi storici in Terra di Lavoro: stato degli studi ed inediti
Questo articolo presenta alcuni esemplari storici (dal Medioevo fino al 1920 - 1930) di strumenti che si sono contesi il primato nella misura pubblica e privata del tempo: meridiane (orologi solari più propriamente) ed orologi da campanile (basati su ingranaggi, leve e molle e ruotismi). Sono ubicati in luoghi della provincia di Terra di Lavoro "storica" (più estesa dell'attuale Provincia di Caserta). Alcuni di essi sono già stati rintracciati e pubblicati, a volte come rilevazione occasionale a volte come censimento complessivo, a volte diventando oggetto di studio analitico, a volte semplicemente individuati per la localizzazione, a volte ancora descrivendone (più o meno correttamente) le caratteristiche. Altri esemplari sono del tutto inediti. In qualche caso si è tentato di individuare e restituire qualche dettaglio biografico sui costruttori. Per qualche località si è tentata l'analisi delle fonti storiche alla ricerca di esemplari già esistenti ed oggi scomparsi o modificati. Il lavoro qui presentato non ha la pretesa della rilevazione sistematica e non è certamente capace di risolvere tutti i problemi che molti esemplari pongono. Più concretamente questo articolo si propone l'obiettivo (più modesto ma forse più cruciale) di segnalarli all'attenzione alla collettività. Infatti, credo che sia importante conservare la memoria di questo importante patrimonio scientifico, oramai obsoleto, fragile perché misconosciuto ed irriconoscibile ai più (almeno per gli orologi solari) ancor più a rischio di scomparsa nella nostra epoca.
La ricerca ha consentito anche di individuare e delineare diverse figure/ditte di costruttori di orologi solari, alcuni affermati professionisti (B. Bandieri, di cui si precisa per la prima volta l’anno di morte, finora travisato, e G. Cafaro, altrimenti pressoché sconosciuto), altri probabilmente amatori (padre P. Contursi, D. Rossi, Canini). L’intervento di F. Denza per Piedimonte Matese è un caso di grande interesse da approfondire. Anche per gli orologi meccanici da campanile è stato possibile censire ditte napoletane o comunque attive nel Meridione quali Buonpane, Caccialupi, Casaretti, Curci, De Vita, Spinelli, purtroppo senza poter dare molti dettagli sulle loro attività.

1. Meridiane e orologi solari: nozioni di base e terminologia
Per consentire anche al lettore non specialista una comprensione non superficiale dei problemi sollevati da ciascun esemplare rintracciato, ritengo opportuno introdurre le nozioni base della gnomonica (la scienza che si occupa della costruzione di meridiane ed orologi solari) e delle convenzioni utilizzate nella suddivisione delle ore sui quadranti (esclusivamente per le tipologie riscontrate nel lavoro). Innanzitutto, è opportuno segnalare la differenza tra orologi solari e meridiane. Entrambi sono basati sul moto dell'ombra (o della luce) proiettata da un corpo opaco (o da un foro) alla luce del Sole, che si sposta al di sopra dell'orizzonte nel suo percorso apparente in cielo. Quindi possono funzionare solo quando è dì (la parte del giorno caratterizzata dalla presenza della luce del Sole) e quando il disco del Sole non è oscurato, in tutto o in parte, dalla copertura nuvolosa. L'orologio solare segna le ore, cioè la scansione di intervalli di tempo inferiori al dì, per durate regolari e non, come vedremo. Più precisamente una meridiana misura l'occorrenza e la posizione della culminazione del Sole ogni giorno dell'anno. In effetti, entrambi gli strumenti possono restituire altre informazioni astronomiche.
In questo lavoro, come nel linguaggio comune, saranno usati come sinonimi. L'oggetto opaco che crea l'ombra è detto gnomone e negli orologi solari è strutturato come uno stilo; a seconda delle diverse strategie costruttive l'indicatore è costituito dalla punta dell'ombra (nel caso di ortostilo) oppure dall'intera ombra proiettata (stilo polare). Invece di sfruttare un cono d'ombra, una tipologia molto più rara di orologi solari e di meridiane funziona proiettando un fascio di luce solare selezionato da un piccolo foro (gnomonico) che materializza l'indicatore come disco di illuminamento proiettato sul quadrante

2. Gli orologi storici in Caserta e nei suoi casali
Ai due orologi solari noti della Reggia di Caserta si aggiungono altri tre esemplari inediti (due ancora in Reggia, uno in Casertavecchia) e la notizia (anch’essa inedita) di un esemplare perduto presente nel Belvedere del Real sito di San Leucio. Si riporta anche la descrizione dei quadranti antichi di orologi meccanici sopravvissuti, privi di ruotismi, in alcuni dei casali storici che, sin dal 1113, formavano l'unità urbana di Caserta.
2.1 L’orologio solare in Casertavecchia ad ore astronomiche indicate italiche
L’orologio solare, inedito, è ubicato al numero civico 8 di via san Michele Arcangelo sullo stipite destro di un portale calcareo in forme vicine ai modelli tardomanieristici campani di ambito popolare. 2.2 I quadranti di orologi meccanici di Centurano e Falciano di Caserta
Probabilmente proprio in relazione alla presenza del vescovo e della sua “famiglia” potrebbe farsi risalire la realizzazione del quadrante in anni prossimi a quelli dell’episcopato di Schinosi (1696-1734). Il quadrante è circolare, maiolicato, con cifre indicate I-XII e con gigli stilizzati che fungono da elementi intermedi. Una corona circolare più interna che reca simboli alternati neri sul campo giallo: cerchi in corrispondenza delle ore, losanghe in corrispondenza dei gigli e segmenti intermedi tra i due. Le lancette sembrano di restauro. D’interesse sono le somiglianze col quadrante (probabilmente coevo ma meno ricco) di palazzo de Helena sia per gli aspetti cromatici, radicalmente diversa è la grafia delle cifre, sicuramente più tozze e meno raffinate del quadrante “vescovile”, databile 1700 - 1750.
2.3 L’orologio meccanico e l’orologio solare nel Belvedere di San Leucio in Caserta
Il panorama non ampio dei quadranti di orologio meccanico casertani è completato col quadrante (anche questo "muto") presente nel cortile interno del palazzo del Belvedere nel Real Sito borbonico di San Leucio.
2.4. Gli orologi solari della Reggia vanvitelliana di Caserta
Ad oggi sono solo due le meridiane della Reggia di Caserta descritte in pubblicazioni a stampa o sul web: riguardano quella ubicata nel parco e quella negli Appartamento storici. Sconosciute ed inedite sono le altre due qui pubblicate per la prima volta.
2.4.1. L’orologio orizzontale del parco della Reggia di Caserta
È collocato al margine meridionale dell'aiuola centrale della prima fontana del parco settecentesco, la cosiddetta fontana "Margherita" o fontana "del Canestro". La fontana è la meno monumentale di quelle allineate lungo l'asse principale del parco vanvitelliano. È costituita da una vasca bassa circolare con un unico alto zampillo centrale, delimitata da un gioco di aiuole fiorite, circondata, in piano, da statue raffiguranti le Muse ed Apollo, opere dello scultore Antonio Del Medico (1767-1769). L’orologio solare è posizionato al margine più a sud dell’aiuola della fontana, in asse con l'allineamento della "via d'acqua" del parco, su un rocco di colonna in marmo.
2.4.2. L’orologio solare in ardesia della Reggia
2.4.3. L’orologio solare della "Stanza del consiglio" dell’Appartamento vecchio
È ubicato sulla soglia della finestra dell’ambiente del cosiddetto "Appartamento vecchio" della Reggia vanvitelliana di Caserta, sala così nominata nell’inventario del 1799 (il più antico tra quelli conservati).
2.4.4. L’orologio solare del Museo delle arti decorative della Reggia di Caserta

Al secondo piano nobile della Reggia è esposto il "Museo delle arti decorative" detto anche "percorso d", con accesso usuale dal vestibolo superiore mediante la ripida scala di servizio ubicata a sinistra dell'ingresso al percorso degli Appartamenti storici. L’esemplare è esposto nell’armadio posto a sinistra dell’ingresso alla sala IV. Ed il pannello didattico esposto recitano: "Nella stessa vetrina un astrolabio (in bronzo dorato e marmo), antichissimo strumento utilizzato per calcolare l’altezza del sole da un pianeta o da una stella qualsiasi ed utilizzato sino a tutto il XVIII secolo (fu poi sostituito dal sestante) in particolare per la navigazione", errando nell’identificazione e omettendo datazione e responsabilità, anche presentate in forma ipotetica.

3. Calvi Risorta, palazzo Zona, orologio solare ad ore italiche
Il palazzo Zona di Calvi Risorta si ritiene fondato alla metà del XVIII secolo su una villa rustica del 1500.

4. Orologi pubblici meccanici in Santa Maria a Vico, San Prisco, Baia e Latina, Teano e Cesa
Le località indicate conservano orologi storici documentati in tutto o in parte da testimonianze di archivio o da interessanti quadranti maiolicati o dipinti.
4.1. L’orologio pubblico e quello di villa Puoti in Santa Maria a Vico
L’orologio pubblico di Santa Maria a Vico, fu collocato sulla torre dell’orologio (eretta dalla locale Università) nel 1702. La bellissima decorazione a maioliche, datata 1771, riferisce il restauro realizzato dai Padri Domenicani del vicino convento. Purtroppo, quadrante ed orologio non sono più quelli del Settecento ma furono sostituiti, su intervento del Comune, da un esemplare firmato "cav. De Vita /Napoli/Il Municipio ricostruì".
4.2. San Prisco, orologio meccanico
Un orologio era in San Prisco (allora casale della città di Capua) almeno dal 1744, ed era posizionato sul campanile della chiesa parrocchiale. In tale anno furono eseguiti diversi accomodi al campanile e al medesimo orologio.
4.3 Baia e Latina, Annunziata di Latina
La torre campanaria dell’Annunziata di Latina nel comune di Baia e Latina ospita un bel quadrante settecentesco di orologio meccanico, in maioliche. È singolare l’assenza del foro per l’asse delle lancette, probabile indizio che l’orologio fu solo un quadrante muto mai collegato ai meccanismi indispensabili. Le ore, indicate da cifre arabe.
4.4 Teano, chiesa dello Spirito Santo
Sul campanile della chiesa dello Spirito Santo in Teano è visibile un quadrante maiolicato, di forma quadrata, con spicchi decorati a racemi vegetali e corona circolare delle ore bianco con cifre romane I-XII delle ore intervallate a gigli fiorentini stilizzati. Nella corona circolare più interna, di colore oro, cerchi e losanghe sono intervallati da rettangoli mistilinei, in una struttura che si ritrova nel quadrante di San Martino ad Judaicam in Capua. Nel cerchio più interno è un ricco decoro floreale dipinto di bianco su fondo azzurro. La datazione può fissarsi alla seconda metà del XVIII secolo.
4.5 L’orologio a sei ore italiche della chiesa di San Cesario in Cesa La chiesa, documentata sin dal 1097, si presenta nell’aspetto architettonico datole nel 1872 da Filippo Botta. Alla invadente ristrutturazione ottocentesca sfuggirono molte delle opere d’arte precedenti ed il bel quadrante, di cui dà notizia Severino per la prima volta.

5. Orologi a Marcianise
Anche Marcianise, per secoli casale di Capua, riuscì a dotarsi di orologio e meridiana, quest’ultima di grande interesse per la eccezionale figura del suo progettista, padre Contursi.
5.1 L’orologio solare di Pasquale Contursi, 1806, all’Annunziata Sulla facciata della chiesa dell’Annunziata in Marcianise è presente un orologio solare verticale. E’ schedato nel catalogo della Soprintendenza ed è citato da Costanzo.
5.2 Gli orologi meccanici di Marcianise
Nella parte sommitale del prospetto del palazzo Tartaglione di piazza Carità in Marcianise, posto di fronte alla chiesa e all’ospedale dell’Annunziata, è un orologio meccanico, non datato, recante l’iscrizione "cav. De Vita/Napoli". L’orologio fu probabilmente allocato in occasione della realizzazione dell’attuale facciata.

6. Orologi in Capua
In questo paragrafo si precisano alcuni dettagli sull’orologio solare dell’Annunziata di Capua e si presentano gli orologi meccanici capuani (piazza dei Giudici e chiesa di San Martino).
6.1 L’orologio solare del chiostro dell’Annunziata
Dell’orologio solare di Capua, sito nel chiostro, complesso dell’Annunziata, dava notizia già nel 1989 Trimarchi ma travisandone l’epoca di realizzazione (fissata al XVI secolo, senza giustificazione alcuna) e la tipologia.
6.2 Gli orologi meccanici del Comune (Sant’Eligio) e della chiesa di San Martino
È Iannelli a ricostruire le vicende dell’orologio comunale di Capua, realizzato nel 1344, collocato sulla cima del campanile dei Sant’Eligio, azionato con … gli stessi principii che gli orologi da muro o da tavolino, messo in movimento da grossi pesi discendenti e proporzionati alla resistenza delle rote della soneria, cui debbono comunicare il moto e le cui campane furono più volte sostituite.
7. Orologi solari e meccanici in Maddaloni
L'orologio pubblico, già antichissimo, che fu sul campanile di Sant'Aniello fu trasportato ai Cappuccini e poi dismesso poco prima del 1854. Quello di San Martino oggi appare in forme del tutto moderne, essendo stato realizzato da Caccialupi, probabilmente attivo tra fine Ottocento e i primi del secolo XX.

7.1 L'orologio solare di Villa Della Peruta in via Campolongo
L’orologio è ubicato al primo piano della facciata principale dell’edificio. L’edificio è in un composto stile neoclassico, molto semplificato, probabilmente esito della realizzazione avvenuta a metà del secolo XIX.
7.2 L'orologio solare in via Roma, vicoletto I (seguente il civico n° 147)
7.3 L'orologio solare di palazzo Rossi in Corso Campano (oggi via Roma, n° 218 - 220)
7.4 L'orologio solare di palazzo Barletta in via Amendola
7.5 L'orologio solare di palazzo Della Rocca in via Bixio
7.6 L'orologio solare di palazzo D'Angelo in via Bixio
7.7 L'orologio solare di palazzo Rocco in via Starza

8. Orologi solari e meccanici in Aversa
Anche Aversa affianca alle tre (forse quattro) meridiane alcuni orologi meccanici, purtroppo moderni o rimodernati ma testimonianza di esemplari antichi perduti.
8.1. Gli esemplari dubbi dell’abbazia di San Lorenzo
Il complesso dell'Abbazia benedettina di San Lorenzo ad Septimum, probabilmente fondato in età normanna (XI secolo) su preesistenze preromane, romane e tardoantiche ha un grande chiostro loggiato rinascimentale nel quale sono ubicati l'orologio e due possibili meridiane. Il monastero, soppresso nel 1807, fu prima sede del collegio per fanciulle nobili "Casa Carolina", poi, dal 1812, dell’Orfanotrofio Militare di Marte, quindi dal 1818 ospitò l’Istituto Artistico, denominato nel 1874 "Istituto Artistico Meccanico San Lorenzo"; dopo altri cambi di denominazione e di indirizzo, nel 1959 fu intitolato Istituto Tecnico Industriale"
8.2. L'orologio solare in piazza Normanna
L'orologio è situato su vela in muratura appositamente destinata, collocata sulla verticale dello spigolo ottuso dell'edificio a due piani che affaccia su piazza Normanna.
8.3 Gli orologi solari di via Cavour, palazzo Fedele
8.4. Gli orologi meccanici in Aversa
Gli orologi meccanici ritrovati in città sono almeno sei. Il più famoso è ubicato sull’arco del campanile dell’Annunziata.

9. L’orologio solare di Santa Maria Capua Vetere (palazzo in via Fratta)
Il centro storico di Santa Maria Capua Vetere (già Santa Maria Maggiore, il più grande casale di Capua, sede di Università autonoma già nel XVIII secolo) è tra i più estesi dell’antica Terra di Lavoro e conobbe uno sviluppo urbanistico notevole con l’erezione in comune autonomo da Capua e con l’attribuzione delle funzioni di capoluogo della provincia di Terra di Lavoro tra il 1806 e il 1808 e la nascita del tribunale, poi rimasto in sede fino ad oggi.

10. Le due meridiane del Museo Civico "Raffaele Marrocco" di Piedimonte Matese
Nel Museo Civico "Raffaele Marroco" di Piedimonte Matese sono raccolte le testimonianze dell’attività di un Osservatorio Meteorologico e Astronomico (specola). Severino (1998), con un intervento successivo nel (2003), sembra essere stato l’unico a segnalarne l’esistenza, anche se in modo largamente parziale e generico, restituendo la descrizione di Giugliano senza citare esattamente la fonte.

11. Meridiana ed orologi pubblici in Carinola
Il caso di Carinola è davvero interessante e singolare. All’unica meridiana rintracciata si affiancano ben 6 esemplari di orologi meccanici, distribuiti in quasi tutte le frazioni che costituiscono il comune.
11.1 Carinola, Chiesa di Sant’Anna
Nella frazione San Ruosi – Ceraldi di Carinola è un orologio solare collocato sulla facciata della chiesa di Sant'Anna, ubicata in una corte aperta di un piccolo insediamento di soli tre edifici, la chiesa, un palazzetto antico e i locali di servizio dell'antica masseria. La chiesa sorse nel 1713 come cappella di patronato laicale della famiglia Ciocco. A giudicare dal quadrante l'orologio sembra una realizzazione piuttosto recente (1930-1950). Dal colloquio intercorso con la famiglia che attualmente è proprietaria dell'immobile, il quadrante fu distaccato una trentina di anni or sono e poi ricollocato.
11.2 Le torri civiche dell’orologio e gli altri orologi meccanici
In Carinola sono presenti ben quattro torri orologio civiche, un caso davvero unico (e credo ad oggi non ancora studiato) di moltiplicazione, credo, occorsa non solo a fini di pubblica utilità ma, più probabilmente, per sopire malcontenti campanilistici (e mai termine fu più appropriato).
Per la struttura architettonica e per le decorazioni, tre delle torri sembrano realizzazioni dei primi del XX secolo, peraltro secondo lo stesso disegno di progetto con leggere varianti. Gli orologi sono tutti recenti. In particolare, la torre di Ventaroli è l’unica a due piani e mostra il quadrante immediatamente al disopra dello stemma civico. Quella di Casale mostra l’ordine tuscanico ed il bugnato su tutti e tre i livelli. Quella di Casanova, anch’essa a tre livelli, dispone le colonne angolari (presenti in tutti gli altri esemplari) secondo la regola vitruviana (dal basso verso l’alto: tuscanico, ionico, corinzio). La torre civica principale, nella frazione capoluogo, è di diverso disegno e struttura e potrebbe risalire alla fine dell’Ottocento.

12. Gli orologi solari in Vairano Patenora
La meridiana segnalata da Severino in Vairano Patenora, via P. Carezza non è stata rintracciata, probabilmente perché lo spazio viabilistico è indicato in modo non esatto. L’altra, segnalata in Vairano Patenora, piazza Libertà, è descritta da Severino.

13. Cascano di Sessa Aurunca, orologio solare
Sulla facciata di una casa privata, al numero 119 di via Nazionale è un orologio solare verticale. L’edificio sembra una realizzazione di fine Ottocento pesantemente manomessa alla metà del Novecento e alterata ancora in anni recenti.

14. Roccaromana, orologio solare
Non è stato possibile rilevare di persona l'esemplare di cui segnalo solo l'esistenza rimandando a quanto già scritto da Severino: "Sull’ospedale di Roccaromana c’è una meridiana circolare ad ore astronomiche con assostilo. Ha una suddivisione di mezz’ore e quarti d’ore e la linea oraria delle 12 si trova molto spostata verso destra, di un angolo pari a poco più di 15° rispetto alla verticale. Sembra quasi che tutto l’orologio sia stato ruotato di tale angolazione. La motivazione può essere che il costruttore intendeva avere la lettura dell’ora estiva legale con un’ora avanti rispetto all’ora solare, ma dubito che tale meridiana possa funzionare correttamente".

Tratto da Rivista storica di Terra di Lavoro, 2016

 
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