Benvenuto sul sito di Caserta Turismo
 
link001 link002 link003 link004
 
banner Caserta Turismo
 
Caserta Turismo: Ripartire con la cultura

Viaggio nei luoghi della memoria e dell’arte di Terra di Lavoro

I tesori nascosti

A cura di Pasquale Iorio
 

Sant'Angelo d'Alife e Fontegreca: i più bei borghi dell’Alto Casertano Matesino

In esclusiva per i soci e gli amici del Touring Club Italiano una visita guidata a Sant’Angelo d’Alife, uno dei borghi storici più belli dell’alto casertano matesino. Il nucleo abitato - che nel medioevo appartenne a vari feudatari, tra cui i Rainone di Prata Sannita, i Goffredo di Dragoni, i Marzano, I Gaetani, i Grimaldi, i Serra di Gerace - si estende ai piedi di una rupe su cui sorgono i resti di un castello di origine longobarda. Nel pomeriggio visita al Bosco degli Zappini di Fontegreca.
Rupe Canina: uno dei siti più interessanti dal punto di vista archeologico è posto sulla collina, al confine tra i comuni di S. Angelo d’Alife e Raviscanina. Sono presenti resti di costruzioni di epoca sannitica e romana ed edifici del X secolo su cui a varie riprese furono costruite fortificazioni difensive sempre più imponenti.
La Rocca signorile è delimitata da un primo muro di cinta a forma trapezoidale che racchiude edifici residenziali, un maschio imponente, quadrangolare, ed un edificio religioso. Intorno alla rocca sono presenti le abitazioni del villaggio, difese da altra cinta muraria con torri circolari e rettangolari.
Sono presenti, inoltre, alcune grandi cisterne per la raccolta delle acque piovane ed un edificio religioso. Altro edificio religioso, di pertinenza del feudatario, è all'interno del recinto della Rocca e presenta notevoli resti di affreschi del XII secolo. La torre o maschio è certamente di epoca normanna, ma scavi recenti hanno messo in evidenza resti di una pregressa fortificazione e l'esistenza di strutture abitative sia in pietra che lignee.
La Chiesa Parrocchiale di s. Maria della Valle: è edificata a fianco della cappella di S. Antonio Abate, in via S. Maria. Certamente agli inizi del XV secolo era già esistente, ma nelle forme attuali risale al XVIII, con piccole modifiche architettoniche anche più recenti. La facciata è di gusto vagamente neoclassico e si caratterizza per la presenza del portale ed il basamento, realizzati in modo pregevole con il calcare locale, e per le colonnine e le riquadrature in stucco.
Ai lati del portale sono presenti due nicchie da utilizzare per esporre statue di santi. Presenta un campanile seicentesco che è inglobato tra le strutture della cappella tardo-gotica di S. Antonio Abate e la sagrestia. All'interno si notano un altare a marmi policromi di manifattura napoletana, risalente al 1747, ed alcune tele. Tra queste spicca una grande pala d'altare con altre due tele laterali, realizzate nel 1789 dal pittore Raffaele Gioia. Si tratta della raffigurazione dell'Ultima Cena, di una Adorazione dei Pastori e del Compianto del Cristo morto. L'antico pavimento degli inizi del XIX secolo è stato rimosso, mentre si conserva quello della cappella della Congrega, dovuto alla fabbrica napoletana di Salvatore Delle Donne e databile alla fine dello stesso secolo.
Il Bosco degli Zappini, più comunemente conosciuto come "la Cipresseta di Fontegreca", caratterizza l’intero territorio del piccolo comune matesino, ed è il suo principale attrattore turistico, oltre per le evidenti bellezze, per le molteplici fonti di interesse naturalistico - scientifico.
Questo magnifico bosco è l’unico in Italia ad avere una grande estensione (circa 40 ettari) con oltre 500 anni di età, e soprattutto, perché è l’unica cipresseta a non avere alberi "malati", di un cancro che in tutto il Mediterraneo, sta minacciando quasi il 50% degli esemplari. Proprio all’ingresso del bosco si trova anche il Santuario della Madonna dei Cipressi; facilmente raggiungibile anche in auto.

Cipresseta di Fontegreca, un piccolo paradiso nel Parco Regionale del Matese
Uno dei luoghi da visitare assolutamente in Campania è la Cipresseta di Fontegreca, in provincia di Caserta. Un luogo unico immerso nella natura dove trascorrere qualche ora in completo relax.
Fontegreca è uno di quei luoghi in cui rifugiarsi ogni volta che si decide di staccare la spina e fare un’immersione completa nella natura. Fontegreca e la sua Cipresseta costituiscono una vera e propria oasi di pace nell’alto casertano, ai confini della Campania, fuori dalla città e dai percorsi turistici di massa.
Siamo nel Parco Regionale del Matese, in una zona ricca di oliveti, vigneti e falde acquifere che rendono il terreno straordinariamente fertile. Qui, grazie ad un miracolo della natura, si è creato un bosco verticale di cipressi di una varietà unica al mondo.
Il bosco, denominato dei Zappini, è attraversato dal fiume Sava, il quale precipita allegramente dalla montagna scavalcando rocce e vegetazione, e formando via via una moltitudine di cascatelle e pozze di acqua fresca e cristallina, dove è possibile anche immergersi per rinfrescarsi.
Un piccolo paradiso terrestre tutto da esplorare, dove organizzare lunghe passeggiate, visite guidate, pic nic e trekking. Il sentiero che attraversa la Cipresseta di Fontegreca è ben strutturato e agevole anche per i meno esperti, quindi armatevi di scarpe adatte, golfino se la giornata non è proprio caldissima, costume da bagno, e sarete pronti per un full immersion nella natura incontaminata.
Il fiume Sava attraversa Fontegreca per cinque chilometri, il borgo sorge sulle pendici del monte La Rocca ed è ricco di abitazioni storiche. Ogni angolo regala scorci sorprendenti con vista su prestigiosi palazzi d’epoca risalenti al Seicento e al Settecento, come palazzo de Benedictiis, palazzo di Lullo e palazzo del Barone, al cui fianco si scorge anche l’antica strada che porta a Gallo Matese.
Procedendo sulla via principale si arriva alla torre dell’orologio, antico ingresso del paese, le cui porte venivano chiuse per impedire l’accesso ai briganti, e alla chiesa di Santo Stefano, il patrono di Fontegreca.
Partendo dal centro storico, si possono esplorare le tante rampe di scale che si diramano lateralmente, curiosare nei labirinti fatti di vicoletti, porticine nascoste e archi, scoprire tante antiche abitazioni che conservano ancora vecchi utensili, mangiatoie e ricoveri per animali. E ancora, raggiungere una delle numerose terrazze che vi regalerà vedute a strapiombo sul bosco di cipressi sottostante.
Imboccando via Madonna dei Cipressi inoltre, il viale principale che parte dalla parte bassa del paese, si incontra un antico mulino ad acqua in uso fino a qualche anno fa.
La strada vi porterà al Santuario, dove troverete la Cappella della Madonna dei Cipressi, costruita da un gruppo di monaci verso la fine dell’VIII secolo, dopo che un pastore o una pastorella aveva trovato un’immagine della Madonna. Alle spalle del santuario, che conserva belle maioliche e particolari reliquie, è possibile osservare i resti delle celle dei monaci.
Dopo aver visitato il Santuario della Madonna dei Cipressi, si può continuare la passeggiata scendendo fino a valle, raggiungendo così l’imbocco della Cipresseta.

Scritto da Valeria D'Esposito

 
Caserta Turismo: Ripartire con la cultura

Viaggio nei luoghi della memoria e dell’arte di Terra di Lavoro

I tesori nascosti

A cura di Pasquale Iorio
 
 
Per rimanere aggiornato sui convegni, suglie eventi e le attività del Distretto Turistico Caserta, seguici sui social network
 
 
link alla pagina di facebook
 
link alla pagina di flickr
 
link alla pagina di google plus
 
link alla pagina di twitter
 
link alla pagina di you tube
 
link alla pagina di pinterest
 
 
 
 
banner
 
 
link005 link006 link007 link008 link009 link0010 link0011 link0012