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Caserta Turismo: Ripartire con la cultura

Viaggio nei luoghi della memoria e dell’arte di Terra di Lavoro

I tesori nascosti

A cura di Pasquale Iorio
 

Valogno il paese delle favole

L’Italia è ricca di meraviglie dal valore culturale, architettonico e naturale inestimabile, solo per citare i siti mondiali riconosciuti dall’UNESCO, dei 936 esistenti il nostro paese ne conta ben 47 che la colloca al primo posto in assoluto!
La concentrazione di questo patrimonio vede sicuramente ai primi posti la Campania in particolare Napoli, ma non è da meno la provincia di Caserta, dove spiccano il complesso Vanvitelliano della Reggia, l’acquedotto Carolino e il Belvedere di S. Leucio.
Tuttavia oltre a questi gioielli architettonici, con una punta d’orgoglio per il nostro territorio, se spingiamo di più l’attenzione all’interno dei nostri confini e ci portiamo ad esplorare luoghi mai visitati scopriamo realtà dall’indiscusso valore. Uno tra questi è sicuramente Valogno il paese delle favole.
Immerso in un territorio di immensa bellezza naturale, tra ulivi, querce secolari e i famosi castagneti, arroccato trai monti di tufo vulcanico, perla incastonata nel parco regionale di Roccamonfina e Foce del Garigliano, ai piedi della caldera del vulcano spento, a poco meno di quattro km da Sessa Aurunca sorge questo antico borgo.
È un paese formato da edifici tutti edificati prima del ‘900 dove vivono meno di cento abitanti, quasi tutti anziani. Non ci sono farmacie, né supermercati né bancomat, ci sono tre chiese, una definitivamente chiusa, l’altra, quella di S. Giuseppe dove si dice Messa una volta l’anno e la parrocchia di S. Michele Arcangelo dove i (pochi) fedeli si ritrovano puntualmente ogni domenica.
Questo piccolo borgo era destinato a spopolarsi, quando l’idea di una coppia, originaria del paese, ha deciso di abbandonare la vita frenetica della città e tornare nella casa di famiglia. In pochi anni Valogno ha subito una grande trasformazione, le facciate degli antichi e a volte decadenti edifici sono state progressivamente trasformate "colorandole" con degli splendidi murales, alcuni realizzati anche da artisti prestigiosi.
Oggi percorrendo le vie di Valogno sembra immergersi in un mondo di fiabe, un mondo colorato e fantasioso che racconta il borgo attraverso storie d’amore, di briganti, di magie, di fede e di antichi mestieri. Appena si giunge si è accolti dall’enorme: "Benvenuti a Valogno" dipinto da Michele Nedo Palmieri, posto davanti al gigantesco murales di Freeda.
Poi pian piano addentrandosi nel borgo si possono visionare i murales dedicati alla trilogia dell’Amore tutti opera di Alessandra Carloni, tre grandi murales: "L’incontro", "Il matrimonio" e "La famiglia", realizzati in occasione della manifestazione dal titolo "Valogno: I Colori dell’Amore. Murales di Passione".
È impossibile trovare i termini giusti per descrivere ogni murales, è necessario vederli dal vivo uno per uno per apprezzarne l’unicità e la bellezza, ma soprattutto per respirare e percepire quell’atmosfera fiabesca in cui grandi e piccoli si ritrovano immersi!
Da sottolineare la calorosa accoglienza che gli abitanti del posto, in modo particolare gli anziani, riservano ai visitatori, italiani e stranieri, i quali, con tanta semplicità li accolgono nelle proprie abitazioni.
Si percepisce la volontà di un’intera comunità che non vuol spegnersi, trainata dalla intramontabile forza degli anziani del posto che proprio non riescono a spiegarsi come si possa lasciare questo luogo per trasferirsi altrove.
Un'altra geniale intuizione è anche quello che ormai è diventato un rito è il "pranzo condiviso", con un piccolo contributo ci si può fermare a pranzo nel "pensatoio" ovvero a casa di Giovanni e Dora che offrono le prelibatezze locali. Ed è proprio con Giovanni che è possibile accordarsi per una visita guidata di tutto il paese dove spiega gli aneddoti le curiosità e soprattutto come la propria storia si è intrecciata a quella di Valogno dando vita al progetto dei murales che vanno assolutamente ammirati dal vivo.

Annapaola Palumbo, Liceo Scientifico Internazionale Garofano – Capua tratto da Capuaonline.com

 
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