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A cura di Pasquale Iorio
 

Il Bosco di San Vito e le meraviglie della natura

La Campania regala luoghi di sconfinata magnificenza e di eccezionale valore, che essi siano il prodotto della mano dell’uomo o il frutto fecondo della natura. Gli antichi monumenti e le testimonianze storiche o archeologiche, però, spesso faticano a reggere il confronto con l’incantevole semplicità dei paesaggi che ci circondano. Uno di questi splendidi angoli di Paradiso è il Bosco di San Vito, in contrada Iorio, nei pressi di Capua. Scopriamo di cosa si tratta!

Il bosco di San Vito, rifugio di quiete
Il Bosco di San Vito e Sansò è una fantastica oasi naturalistica di pace. È situato alle pendici del Monte Tifata, a pochissimo dalla Basilica benedettina, edificata sulle spoglie del tempio di Diana Tifatina. Questo ameno scenario offre un panorama d’ineguagliabile bellezza, tanto che il fu Marco Tullio Cicerone non esitò a decantarne le lodi nella seconda orazione contro Rullo sulla legge agraria. Le sue parole, anche dopo secoli, rivelano l’energia e la determinazione con cui l’oratore romano era solito elogiare il nostro territorio: "Al più bello di questo mondo; l’unico fiorentissimo fondo del popolo romano, la sorgente della vostra ricchezza, il decoro della pace, il sussidio della guerra, la base delle entrate, il granaio delle legioni, la suprema risorsa della carestia". Grazie alle testimonianze di Festo, sappiamo che la parola latina Tifata si traduce con bosco di lecci.
Il monte, perciò, venne così designato proprio perché questi particolari arbusti crescevano rigogliosi tra i suoi verdeggianti sentieri. Il Bosco di San Vito, inoltre, presenta caratteristiche orografiche molto particolari: ha sia delicate pendenze che alture piuttosto scoscese. A causa di questa peculiare conformazione, in alcuni periodi (quelli particolarmente piovosi) si formano dei piccoli canaletti di tipo torrentizio. Ormai la maggior parte delle sorgenti d’acqua che un tempo impreziosivano la zona è scomparsa, però sono sopravvissute diverse opere idrauliche, afferenti ad altrettanti diversi momenti storici. Alcune delle specificità del bosco furono anche annotate, per così dire. Un importante documento, conservato nell’Archivio Storico della Reggia di Caserta, recita: "le acque delle sorgive messe nel bosco vanno a percorrere per un antico acquedotto che attraversa il bosco stesso e che conduce le acque al comune di Capua".

Un tesoro color smeraldo, tutto da scoprire...
Il Bosco di San Vito non smette di sorprenderci, sebbene magari in molti non l’abbiamo mai visitato personalmente. Siete curiosi? Beh, lo sarete ancora di più sapendo che, percorrendo il sentiero della Salamandrina, vi è anche un acquedotto antico, famoso come l’acquedotto di San Vito. Questo è presente anche sulla pianta della Reale Riserva di Monte Tifata, sempre nell’Archivio Storico della Reggia di Caserta. Questo bosco è talmente lussureggiante e ricco di informazioni storiche, che ancora non si conosce del tutto il suo potenziale. Sappiamo però che le sue bellezze non terminano qui. La flora della zona è quella tipica della macchia mediterranea, infatti vi sono vitigni e uliveti. Abbiamo la rucola, la ginestra, il cardo mariano, il lentisco, il pungitopo, il finocchio selvatico, l’edera, la rosa canina, e infine il mirto. Come anticipato vi crescono i lecci, ma non solo.
Il Bosco di San Vito è anche un perfetto ambiente dove le roverelle, i castagni e gli olmi crescono indisturbati e prosperi. La bucolica selva è oltretutto la casetta di tantissime specie animali. Vi dimorano tantissimi tipi di uccelli, come la cinciarella, il fringuello, il picchio, il merlo e il dolcissimo pettirosso. Non sorprendetevi, tuttavia, se mentre attraversate le fiabesche vie di questo luogo doveste ascoltare il canto di qualche usignolo. Anche loro non hanno resistito a mettere radici qui! Pensate sia finita? È il turno del pelosetto popolo del sottobosco: qui troviamo tassi, volpi, ricci e ghiri. Ultimo ma non ultimo, il temutissimo e possente cinghiale. Non mancano poi svariate tipologie di insetti, e perfino esemplari di Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata). Sia che siate amanti delle escursioni oppure no, la paradisiaca visione che vi offre il Bosco di San Vito vale tutta la fatica!

Marcella Calascibetta pubblicato il 20 maggio 2019

 
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