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I tesori nascosti

A cura di Pasquale Iorio
 

Il santuario di San Lazzaro a Capua

Come anticipatovi nell’articolo sugli edifici scomparsi, dedicheremo un capitolo alla chiesa di San Lazzaro con relativo ospedale annesso dove venivano curati i lebbrosi, oggi non più esistente, per comprendere meglio come si strutturasse all’epoca e le modifiche apportate alla chiesa oggi sita in via San Lazzaro in un’area di Capua ormai completamente lasciata al degrado.
Iniziamo col dire che l’ordine dei Cavalieri di San Lazzaro esiste sin dal XII secolo, quando a Gerusalemme sorsero strutture destinate ad ospitare e curare i malati di lebbra e difendere i pellegrini da possibili attacchi turchi e maomettani.
A Capua, l’edificazione del complesso si fa risalire al 1228 ad opera del nobile capuano Lazzaro di Raimo, situato a circa 400 metri dal centro della città antica, lungo la strada che conduceva al Casale di Santa Maria Maggiore. La chiesa, che aveva l’ingresso verso settentrione, era preceduta da un piccolo vestibolo sorretto da quattro colonne, distrutto alla fine del 1700. Di fronte ad esso, era presente un’area verde con un pozzo.
La struttura era costituita da un’unica navata con soffitto dipinto; abbellita da tre altari in stucco, il più grande dei quali in linea con l’entrata dove era collocato un quadro in legno raffigurante Cristo che chiama Lazzaro dal sepolcro. Non meno importante dovevano essere le statue in legno di San Lazzaro Mendico, collocata nel tempio nel 1692, e di Santa Maria Maddalena penitente. Gli altari laterali erano decorati con l’immagine della Vergine Addolorata e da un crocifisso di grandi dimensioni. Nel pavimento vi erano due sepolture, una con lapide liscia, l’altra con l’iscrizione "via universe carnis".
La struttura ecclesiale non possedeva una torre campanaria, ma era munita di una piccola campana collocata su di un archetto del frontespizio della chiesa. La piccola sagrestia aveva ingresso presso il lato sinistro dell’altare maggiore, mentre nel retro di quest’ultimo si accedeva ad un terreno che conduceva all’annesso ospedale, che possedeva a sua volta una sorta di giardinetto con viti piantato nel 1752.
Il complesso incrementò il suo prestigio nel 1234, quando Federico II di Svevia decise di istituire una festività durante la Pentecoste. Tale festa, tenuta di fronte alla chiesa, doveva richiamare un gran numero di fedeli, senza contare le offerte che venivano elargite tutto l’anno durante le messe. In particolare, un’iscrizione ricordava un voto del 1698 fatto da un francese che portò sulle spalle una pesante croce di cento libbre dalla chiesa di San Lazzaro di Marsiglia sino a quella di Capua. Al suo interno dovevano trovarsi una grande quantità di voti in argento e in cera.
L’ospedale venne soppresso e soppiantato dall’Ordine dei Cavalieri di Malta nel 1490 grazie all’approvazione di Papa Innocenzo VII. Perdendo importanza, col tempo è stato totalmente abbattuto ed è difficile poterlo immaginare davanti all’edificio superstite.
Per quanto concerne la chiesa, anch’essa venne distrutta nel 1799 dalle truppe francesi guidate dal generale Championnet. Ricostruita l’anno successivo, la chiesa presenta una facciata in due ordini, uno inferiore con piccolo atrio e uno superiore arretrato rispetto al primo con una balconata chiusa da una ringhiera cesellata con paraste che sorreggono un timpano. La chiesa venne munita di un piccolo campanile in ferro con due campane. I restauri del 1999 hanno previsto per la struttura ecclesiale l’aggiunta di alcuni elementi come una mensa eucaristica e un ambone.
Tutto quello che resta del complesso dei cavalieri di San Lazzaro è questo edificio che non rende giustizia alla struttura edificata nel XIII secolo, considerando soprattutto che oggi va a trovarsi in una stradina secondaria chiusa al traffico, dissestata e abbandonata ai rifiuti più svariati.

Helena Medugno, 10 luglio 2019 - www.agoradelsapere.it

 
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