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I tesori nascosti

A cura di Pasquale Iorio
 

La chiesa di S. Maria delle Dame Monache di Capua

La chiesa, conosciuta come Santa Maria delle Dame Monache, è ubicata ad est del Corso Gran Priorato di Malta, un tempo, al di fuori della porta urbica definita Sant’Angelo. La sua costruzione si farebbe risalire all’871, mentre altri studiosi la posticipano al 943, quando venne distrutto il convento di Alife in seguito ad un’incursione saracena, facendo trasferire le monache in sede capuana. Stando a Rinaldo, la comunità religiosa si stabilì al di fuori delle mura nella chiesa di San Nazario, intitolata in seguito a San Girolamo, quando nel 952 venne fondato o ampliato il monastero sotto l’abate Aligerno e i principi Landolfo e Pandolfo Capodiferro.
La chiesa si presenta oggi con una pianta a croce greca a cinque navate, allungata con bracci a terminazione curva, dove nella parte antistante possiamo apprezzare un portico a tre campate terminanti con volte a botte, sostenute da pilastri terminanti con capitelli corinzi. La facciata si apre con tre serliane con un profilo leggermente convesso al centro. Nell’ordine superiore ritroviamo un sontuoso fastigio. Alle spalle della chiesa e sul fianco destro di essa, si articolano i locali dell’ex convento che conservano ancora tracce di elementi architettonici del XVI secolo. Leggendo le fonti apprendiamo delle varie modifiche strutturali che vennero apportate al corpo di fabbrica tra il basso medioevo e l’età moderna, partendo dalla costruzione del refettorio, dormitorio, rifacimento del chiostro, del coro e del campanile, realizzati intorno al 1174. Al 1494 si fa risalire, invece, la ricostruzione della tribuna e dell’altare maggiore nei pressi del bastione Sperone. Nel XVI secolo, in concomitanza ai lavori di edificazione del monastero benedettino e del sistema idrico ad opera di Benvenuto Tortelli, venne nuovamente modificato l’assetto della struttura riducendola ad "insula", perimetrando il monastero con delle vie pubbliche.
La chiesa fu trasferita in nuovo sito tra 1711 e 1726 e nel frattempo venne affidato all’architetto Giovan Battista Nauclerio il progetto per la realizzazione di una chiesa strutturata a croce greca, con due cappelle presso l’ingresso e pronao antistante. Consacrata nel 1726, con la soppressione napoleonica la chiesa fu adibita a deposito degli armamenti delle truppe, perdendo parte dell’arredo liturgico interno. Con decreto regio del 1812, il complesso divenne a uso militare, con il nome di caserma "Ettore Fieramosca". Nel 1826 la chiesa fu riaperta al culto e vennero autorizzati alcuni restauri. Tra gli arredi, celeberrima la pala che rappresenta San Benedetto nel centro, a sinistra Santa Scolastica e a destra l’immagine di San Mauro, arricchita con un’iscrizione sottostante che ricorda la commissione da parte di Placida Moccia nel 1509: "Humilis Soror Placida Moccia Parthenopea Pleclarum Hoc Opus Ad Divi B[E]N[E]Dicti Laudem Nec No[N] Dive Scolastice Et Gloriosi Mauri Honore[M] Pingi Fecit Sub Anno Domini 1509", conservata oggi al Museo Campano. (Helena Medugno).
Purtroppo su questa bellissima chiesa si è abbattuta anche la cattiva sorte, oltre all’incuria di chi deve gestirla. Infatti, non molti anni fa venne completato un progetto di restauro. Era pronta per diventare sede di rappresentanza della adiacente Facoltà di Economia Aziendale. Ma un fulmine si abbatté sul soffitto con un crollo rovinoso anche per le parti interne della struttura. Da allora è rimasta chiusa e transennata, anche lei un simbolo alle pietre storiche abbandonate della nostra città, della sua gloriosa storia millenaria.

www.agoradelsapere.it

 
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