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Caserta Turismo: Ripartire con la cultura

Viaggio nei luoghi della memoria e dell’arte di Terra di Lavoro

I tesori nascosti

A cura di Pasquale Iorio
 

Museo Campano di Capua – Biblioteca e Archivio storico di Terra di Lavoro

Lettera aperta al Presidente della Provincia, del CdA e del Direttore
In questi mesi ci siamo occupati molto dell’Archivio di Stato di Caserta, che a seguito di una gestione assurda del MIBAC allo stato è senza una sede aperta al pubblico, pur essendo stato trasferito nella Reggia Vanvitelliana. Una vergogna per tutti.
Ma non è l’unica. Finora è rimasta precaria anche la gestione di un altro luogo simbolo della memoria e della identità storica della nostra terra risulta allo stato è accessibile solo nei giorni lavorativi. Ci riferiamo alla Biblioteca ed Archivio del Museo Campano, che pur trovandosi in locali confortevoli non sempre sono disponibili per carenza di personale.
Dopo la richiesta avanzata al MIBAC ed al Presidente della Camera di Commercio ora ci rivolgiamo al Presidente della Provincia e del CdA del Museo Campano: per sollecitare una piena ed adeguata capacità di promozione, di fruizione e valorizzazione di uno dei più rilevanti monumenti di Terra di Lavoro si può fare leva proprio sui beni comuni di maggior pregio, come la Biblioteca e l’Archivio Storico. A tal fine la rete di associazioni Amici del Museo possono contribuire con le loro competenze e risorse di volontariato (civico e culturale) per la gestione ed una piena fruibilità – anche nei giorni di apertura festiva - da parte del pubblico (in modo particolare delle scuole e degli studiosi che qui vengono da tutto il mondo). Nello stesso tempo le istituzioni (Provincia e Regione) possono attivare e realizzare progetti per la informatizzazione, digitalizzazione e messa in rete del ricco patrimonio ivi contenuto, per poter offrire un moderno ed adeguato servizio ai cittadini ed ai ricercatori, grazie anche ad appositi finanziamenti già disponibili. Per cominciare si può attivare un progetto di Art Bonus, con le imprese ed il terzo settore. Nello stesso tempo gli spazi accoglienti e confortevoli della Biblioteca possono essere utilizzati per dare vita ad una sorta di Piazza del Sapere dove svolgere attività di diffusione della cultura come fattore di coesione sociale e di apprendimento permanente. A tal fine chiediamo un incontro per valutare insieme la fattibilità di tali proposti in coerenza con i più moderni principi di sussidiarietà e di gestione condivisa dei beni comuni.

Pasquale Iorio – Amici Museo Campano 21 febbraio 2019

Allegato Descrizione Sale Espositive
La Biblioteca del Museo Campano è, per il numero dei volumi a stampa e dei manoscritti, pergamene, carte geografiche e stampe che contiene, la più importante di Terra di Lavoro.
II Museo Campano di Capua fu aperto al pubblico nel 1874 ma nell'anno precedente, alla esposizione Universale di Vienna, fu data lettura di una relazione sul Museo nella quale per la prima volta fu annunciata la formazione di una biblioteca pubblica che, oltre ad illustrare nel modo più completo la storia millenaria della Civiltà Campana, avrebbe anche assolto alla funzione di rendere accessibile a tutti il suo patrimonio bibliografico. Pertanto il criterio principe che informò l'accrescimento delle collezioni fu quello di privilegiare la raccolta di documenti, a stampa o manoscritti, riguardanti la storia dei comuni della Campania Felix, nonché le opere prodotte dall'ingegno di uomini nati in questa terra. Arricchita nel corso di più di un secolo da cospicue e preziose donazioni, la Biblioteca del Museo Campano si qualifica a pieno titolo come la più importante della Provincia e una delle più notevoli del meridione. Dotata di un contingente bibliografico di oltre 70.000 unità (tra pergamene, volumi, opuscoli, manoscritti, riviste, stampe, carte geografiche etc.) copre con esemplari di altissimo pregio tutto l'arco dell'arte tipografica fin dalle origini.
I settori in cui si articola la biblioteca sono i seguenti:
Sala di Consultazione
Comprende testi antichi e moderni e rappresenta una sintesi di tutte le collezioni presenti nella Biblioteca. Sulla parete di fronte all'ingresso si ammira il bel ritratto del fondatore del Museo, il Canonico Capuano Gabriele lannelli (1825-1895) al quale, fra tanti altri, va il merito di aver convinto tutti, con dottissime argomentazioni storiche, che sede del Museo Campano non poteva essere che Capua e, in questa, la stupenda cornice catalana di palazzo Antignano.
Sala Generale
Questo settore comprende, oltre pergamene di remota datazione e manoscritti, opere che datano dai primordi dell'arte tipografica, come incunabili e cinquecentine, fino al XIX secolo. Nella bacheca centrale è esposto l'originale della dichiarazione dei disegni di Palazzo Reale di Luigi Vanvitelli, il progetto della Reggia di Caserta che fu presentato dall'architetto a Carlo III di Borbone. Nel suo complesso questa sala illustra con pregevolissimi esemplari tutta l'evoluzione dell'arte tipografica.
Sala Topografica
Raccoglie testi memorabili e rappresenta una rarissima raccolta di materiale storico riguardante l'archeologia, la politica, l'ambiente sociale, la vita culturale, religiosa e artistica del nostro territorio. Le collezioni sono conservate in più reparti intestati ai singoli comuni di Terra di Lavoro, quelli compresi nel riordinamento amministrativo del 1806 operato da Giuseppe Napoleone. In questo settore, che possiamo definire "il cuore della biblioteca", ciò che la rende unica, trovano posto pubblicazioni che illustrano il territorio dei vari comuni, le vicende della loro vita amministrativa, le loro memorie civili, militari ed ecclesiastiche. Vi sono rappresentate, inoltre, opere che testimoniano lo sviluppo del pensiero, la manifestazione dell'ingegno e della dottrina degli uomini eminenti nati o vissuti in questa o quella città della nostra provincia e che la resero gloriosa con i prodotti della loro intelligenza. In essa trovano posto i manoscritti del fondatore Gabriele lannelli e il suo carteggio con il grande Theodor Mommsen; autografi di Garibaldi, di Alessio Simmaco Mazzocchi e dello storico Francesco Daniele insignito, quest'ultimo, dalla zarina Caterina di tutte le Russie della onorificenza di Accademico di Pietroburgo.
Archivio Storico Capuano
Comprende gli atti pubblici della città di Capua dalla fine del XV secolo a quella del XIX. E' una testimonianza ricchissima della vita civile amministrativa e politica di uno dei centri più importanti del meridione d'Italia attraverso carte di cancelleria, editti, diplomi, privilegi, catasti, processi civili e criminali. Dell'Archivio Storico é parte integrante il fondo pergamenaceo, ricco di documenti longobardi, normanni, svevi, angioini e aragonesi, che costituisce un preziosissimo strumento per la conoscenza della civiltà medievale del nostro territorio; delle sue costituzioni amministrative, economiche e giudiziarie nonché della sua topografia, dei suoi personaggi storici, delle sue vicende ecclesiastiche.
Sala Marzano
Ospita l'intera biblioteca donata dal senatore Giuseppe Marzano, eletto nel 1939 Prefetto di Milano. I circa 2.000 volumi della collezione riguardano, perlopiù, temi di storia politica, letteratura e diritto come le dieci cinquecentine dei Commentaria del grande giurista Bartolo da Sassoferrato.
Biblioteca di storia moderna e contemporanea
Di recente acquisizione, gli oltre 2.000 volumi di questa raccolta offrono una vasta bibliografia di saggi fondamentali per la comprensione delle vicende storiche moderne e contemporanee.
Biblioteca medica "Ferdinando Palasciano"
È la biblioteca composta di testi prevalentemente di medicina appartenuti al grande medico capuano Ferdinando Palasciano (1815-1891), fautore della neutralità dei feriti in guerra e riconosciuto come colui che pose i presupposti per la nascita della Croce Rossa. Essa comprende, fra le altre, antiche edizioni delle opere di Fracastoro e di Aristotele, consentendo uno sguardo complessivo sulla storia della medicina e del pensiero scientifico.
Sala riviste
In questa sala sono centinaia le riviste, alcune delle quali molto rare, che integrano il patrimonio della biblioteca. Stampe e carte geografiche Questo settore presenta una vasta documentazione illustrante monumenti, personaggi e la geografia della nostra provincia in varie epoche.
Perseguitato dall’Inquisizione per le sue convinzioni religiose, accusato di eresia dal Sant’Uffizio, e dopo essere stato imprigionato e torturato, fu processato e giustiziato in piazza Mercato a Napoli il 4 marzo 1564, insieme con un altro nobile di Terra di Lavoro, l’aversano Giovan Bernardino Gargano. La vicenda intellettuale e umana di Gian Francesco Alois e dei suoi compagni costituisce una pagina cruciale della storia del Mezzogiorno e delle correnti culturali che attraversarono l’Italia e l’Europa nel XVI secolo. Approfondirne i particolari in riferimento alla storia dei luoghi dove vissero e operarono i protagonisti di queste vicende, tra i quali c’erano intellettuali di spicco e i maggiori esponenti del pensiero riformato italiano, frequentatori abituali della dimora degli Alois a Piedimonte, può costituire un’altra importante occasione di crescita culturale per la città e di valorizzazione del suo prezioso patrimonio storico.

 
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