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A cura di Pasquale Iorio
 

Da Cappella degli Ortolani a Chiesa di Santa Maria la Nova di Teano

Quando un turista va a visitare il Teatro Romano di Teano, non può non notare il grande campanile che costeggia viale Europa, spesso fermandosi nel tentativo di visitare la chiesa (senza successo). La chiesa in questione è Santa Maria la Nova, chiamata così in quanto "l’ultima" di una serie di costruzioni ecclesiastiche di epoca gotica. Come ormai i lettori avranno imparato leggendo i precedenti contributi, anche su questa costruzione abbiamo scarsissime informazioni, spesso avvolte nel mito. Infatti, proprio da una leggenda ha origine la storia di questa chiesa: nei pressi della porta della città, la futura "Porta S. Maria la Nova", all’interno di una quercia venne rinvenuta una tela raffigurante la Madonna, alla quale la popolazione attribuì poteri miracolosi. La tela venne portata all’interno di una cappellina "medievale" (probabilmente una piccola chiesetta costruita intorno al IX-X secolo) sita accanto alla porta urbica; col tempo, grazie al numero crescente di fedeli e alle donazioni che venivano effettuate, si rese necessario edificare una vera e propria chiesa sufficiente grande per poter ospitare la grande massa di adoratori.
Fu verso il XV secolo che venne costruita l’attuale chiesa. In stile tardo-gotico, ad unica navata, presenta un grandioso arco trionfale in stile catalano nella zona del presbiterio, con monofore slanciate a sesto acuto che permettono l’illuminazione dell’aula. La facciata originale doveva essere simile all’attuale, con un Santamaria la Nova portale rosone che sovrasta un portale del ‘400 sormontato da lunetta all’interno della quale sono visibili i resti di un affresco raffigurante la Madonna. Ai lati dell’arco catalano si aprono cappelle di cui la più significativa è quella occidentale. Essa, infatti, è posta ad una quota notevolmente inferiore rispetto al resto della chiesa, lasciando intuire, al visitatore, una fase edilizia diversa. Da scavi archeologici, infatti, sappiamo che proprio questa cappella dovrebbe essere l’originale cappellina medievale che conteneva la tela della Madonna della Quercia. La cappella di IX-X secolo aveva un orientamento diverso rispetto all’attuale chiesa, con la facciata posta est prospiciente la strada.
Se la pianta della cappella può essere fatta risalire al IX-X secolo, l’alzato è invece coerente con il resto della chiesa, come testimoniato da un affresco della prima metà del XV secolo raffigurante una Crocifissione tra angeli, la Vergine e San Giovanni Evangelista, opera del “Maestro della Crocifissione di Maddaloni”, posto all’interno di una piccola nicchia con arco a sesto acuto. Nella cappella orientale è invece visibile un grande affresco raffigurante San Donato, di epoca ignota, fortemente danneggiato dall’umidità. L’interno della navata doveva essere decorato come tutte le chiese dell’epoca e presentava, ai lati, due altari dedicati alla Madonna della Libera e alla Madonna della Quercia, fatti smantellare dal vescovo Giordano nel 1754. In fondo, sul lato sinistro, venne alzato il grande campanile romanico, a pianta quadrata, con il terzo piano a pianta ottagonale terminante con cuspide piramidale (la cuspide crollò negli anni ’80 e fu rimpiazzata dall’attuale cuspide in metallo).
Al pari delle altre chiese di Teano, anche qui possiamo notare tentativi di adattamento foto storica Santamaria la Nova architettonico allo stile barocco, come evidenziato da foto d’epoca dove è ancora presente il grande finestrone centrale al posto dell’attuale rosone. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’area del presbiterio venne leggermente modificata: al posto della nicchia, che conteneva la statua della Madonna, venne realizzata l’attuale monofora mentre il vecchio altare in marmo, ancora visibile in alcune foto d’epoca, fu sostituito dall’attuale altare barocco. Quest’ultimo era il vecchio altare della Cattedrale, l’Ara Maxima, sopravvissuto alla distruzione bellica e fatto spostare in questa chiesa da mons. Sperandeo. Anche la piazza prospiciente la chiesa venne risistemata nel dopoguerra, con l’eliminazione del sottopassaggio che portava all’orto sottostante il ponte di epoca borbonica e l’aggiunta della grande vasca che prima era collocata presso Piazza Duomo (la vasca fu un dono della città di Napoli e faceva parte di un gruppo di vasche che si trovavano in Piazza del Plebiscito). Nonostante i recenti restauri, la chiesa ha conservato tutti quegli elementi caratteristici che la rendono unica nel panorama ecclesiastico teanese e meritevole di una visita da parte dei turisti.

Danilo Raimondi - Agora del Sapere 8 febbraio 2019

 
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