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I tesori nascosti

A cura di Pasquale Iorio
 

Riardo, castello longobardo e borgo

Il castello di Riardo nella sua struttura originaria era composto da un piano seminterrato, ancora in gran parte da scoprire, dal piano terra e da ben due piani superiori. Durante lavori di restauro, venne rinvenuta nei pressi dell’ingresso una pietra con la scritta 1122 ma è più che probabile che sulla sommità della collina del nostro paese già in epoca precedente a quella data vi fosse una fortezza seppur con caratteristiche architettoniche più semplici. Infatti le origini del castello di Riardo si fanno risalire ai Longobardi ed esse risalgono alla seconda metà del sec. IX, quando i quattro figli di Landolfo, capostipite della famosa dinastia dei Castaldei, nella contea e poi principato di Capua innalzarono a difesa dello stato, nei punti più strategici, rocche e castelli. Elemento architettonico di particolare interesse è l’enorme finestrone arcuato dal quale è possibile spaziare con lo sguardo fino al mare attraverso la piana del Savone. Altra particolarità è rappresentata dalla torre maestra perché nella sua parte terminale si caratterizza per muri cavi ed infatti al loro interno vi è ricavata una scala che conduce alla sommità del mastio. La zoccolatura a "zampa d’elefante" e la merlatura rivelano nello stile i chiari segni della dominazione angioina.
Verso la fine del nono secolo d.C. sulla sommità delle alture dell'Alto Casertano vennero realizzati una serie di castelli che costituivano la dimora di conti e gastaldi, ossia dei potenti dell'epoca. è perciò molto probabile che anche il castello di Riardo sia stato costruito in quel periodo. Sull'arco di ingresso dell’antico maniero per il passato c'era una pietra indicante l'anno 1122 ma è quasi sicuro che quella data si riferisse ad una ristrutturazione del castello e non alla sua originaria costruzione. Le sole misure del castello di Riardo bastano ad indicarne la maestosità: area di costruzione mq 2750; cortile mq 274; i quattro lati lunghi misurano m 47,20, 50,30, 54,90, 55,20; la torre più alta m 27; il salone di rappresentanza 17,50. Le torri rotonde sono di chiaro stile medievale, la loro merlatura e zoccolatura sono in stile aragonese, rinascimentale è la torre quadrata e neoclassico il loggione. Tutti i critici d'arte che hanno studiato il castello di Riardo sono rimasti particolarmente affascinati dall'arco-finestrone che dal primo piano consentiva di ammirare sia il vulcano spento di Roccamonfina che tutta la vallata fino al mare attraverso la piana del Savone. Di notevole fascino è il giardino adiacente che si estende a nord del castello. Restaurato di recente, è strutturato su diversi livelli altimetrici. Sono ancora ben visibili le porte, oggi murate, che collegavano il castello ai suoi "orti". Nei giardini è stata realizzata una comoda scaletta metallica dalla quale si accede ad un camminamento-passerella che consente di osservare la parte esterna delle mura di cinta dei giardini stessi e di spaziare con lo sguardo per tutta la parte settentrionale del nostro paese. Sfruttando in modo idoneo lo spazio disponibile, è stata ricavata anche una piccola arena con un po' di gradinate di fronte. Le mura, costellate di feritoie per l'avvistamento del nemico e per l'allocazione di bocche di fuoco, proseguono fino allo spazio esterno all'attuale ristorante-albergo ed in corrispondenza della zona urbanizzata costituiscono la base di costruzioni. Molte case a ridosso del castello sono state magnificamente restaurate. Alcune sono state destinate a botteghe artigianali, a locali da adibire a mostre permanenti, in futuro anche a museo. Tutto il borgo si caratterizza per una serie di viuzze lastricate, parallele l'una all'altra ma con delle stradine a perpendicolo che le congiungevano e consentivano di passare da un livello all'altro del borgo. Oggi questi passaggi, benché quasi tutti interclusi e talvolta murati, sono ancora perfettamente visibili e ci narrano di una urbanizzazione fatta davvero a misura d'uomo.

 
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