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I tesori nascosti

A cura di Pasquale Iorio
 

Pratella, borgo fortificato e torri

La storia di Pratella inizia in pieno medioevo. E il documento più antico in cui appare il toponimo Pratilla, si rinviene nella documentazione Normanna, benché il nome risalga già al periodo tardo-romano. Il suo territorio risulta inserito nell'antica regione Sannitico-Irpina, alla quale successivamente si sovrappose la struttura della cosiddetta Longobardia Minore suddivisa nei tre principati di Benevento, di Salerno, e di Capua. Nel marzo del 1197 Giordano, signore di Prata e di Pratella, figlio di Rainulfo conte di Alife, dona con un atto del marzo 1197 actu Pratilla in camera nostra, a Matteo figlio di Giovanni Boni nove fondi in Prata, cinque in Pratella e uno in Campochiaro. Da questa prima notizia, che testimonia l'esistenza di un castrum (villaggio fortificato) Pratilla, sembra che il centro abitato di Pratella sia sorto non come borgo fortificato di Prata, come invece afferma il Villani (il quale definisce Pratella come casale di Prata), ma come feudo a sé, con regolare Università (un insieme di beni come le abitazioni, i terreni da coltivare, i terreni da pascolo e da legnatico) a disposizione della popolazione, sebbene fosse già parte integrante della baronia di Prata. Un'altra antica menzione è di epoca sveva. Nel 1222, in piena età federiciana, il territorio dell'odierna Pratella viene riconfermato da Federico II di Svevia all'abbazia della Ferrara di Vairano Patenora come Terras et molendinain Pratelle. Ma sono i documenti della Cancelleria Angioina a dare notizie preziose. Tra il 1269 e il 1270, Pratella, viene citata come Università: Relaxatio collectarum pro Universitate hominum Pratelle, vassallorum Roberti de Fossaceca.
Pratella, quindi, trasformatasi in università fu abitata da uomini che erano vassalli di Roberto di Fossaceca. Mentre qualche anno più tardi viene annotata anche la prima baronia nella quale Pratella risulta essere feudo. ... Ma l'annotazione più rilevante, che fa ipotizzare l'edificazione del castrum Pratilla su di un fortilizio probabilmente anteriore all'anno mille, si ha con l'arrivo dei Normanni. Infatti proprio ad un Normanno si riferisce la notizia, temporalmente da riferire alla seconda metà del 1200, rinvenuta nel documento angioino: Radulfo dicto Normanno, resignanti in manibus curie Castrum Castanae, quod antea sibi per regem donatum fuerat, conceditur Terra Rocce de Pratella de Comitatu Molisii. Dunque, Radulfo detto il Normanno, consegna nelle mani della Curia regia il Castrum Castano e riceve in concessione la Terra Rocca di Pratella. Ecco perchè, acquisita la nuova terra, Radulfo innalza una torre che chiama la Torre di Pratella. Quindi a questo Radulfo, quasi certamente, si deve attribuire la costruzione a terra fortificata di questo borgo, che venne edificato su di una lieve altura, in un punto strategico del sistema viario dell'ager Allifanus.
Allora, se le fonti scritte documentano un fenomeno di incastellamento abbastanza veloce, grazie alla documentazione archeologica è possibile affermare che l'antico castrum (villaggio fortificato) doveva essere simile alle altre costruzioni fortificate di quel periodo: tutte caratterizzate da una cinta muraria difesa dalle torri. Perciò anche Pratilla ebbe una cinta muraria con delle torri. Le torri originariamente erano cinque, di cui tre sono giunte sino a noi ma ridotte ad abitazioni private. Solo più tardi si è avuta una stratificazione edilizia con il completamento di una stradina residenziale (l'odierno Corso Italia). Nella seconda metà del XIII secolo, Pratella inizia così la sua fase di sviluppo che vide l'abitato ingrandirsi intorno alla torre. La torre suddetta si trova nel centro torico del paese, in via Torre, la parte più elevata del paese. I varchi d'accesso al borgo sono Porta Chiesa a sud-est, la Porta Calatoio ad Ovest e la porta che dà l'accesso direttamente al piccolo borgo, questa ubicata ad Est e posta nella parte retrostante la chiesa.

 
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