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A cura di Pasquale Iorio
 

Pontelatone, borgo e torre cilindrica

Pontelatone, borgo murato circondato da fossati, sorse in epoca medioevale, intorno a un castello che serviva al controllo del vasto territorio circostante, ricadente nell' area del massiccio di monte Maggiore, circondato dalle acque del torrente San Giovanni che, biforcandosi nei canaloni Maltempo e Montano, rappresentavano una difesa naturale. La zona, abitata a partire dal periodo sannitico fu poi occupata dai Romani. Alla fine del X secolo, dopo che i Saraceni avevano distrutto l'insediamento sannitico-romano, sorse l'attuale centro abitato di Pontelatone che, ricadendo nei territori della longobarda Contea di Capua, fu incluso nel vicino Gastaldato di Caiazzo e sottoposto alla sua giurisdizione vescovile. Posseduto dal 1189 al 1268 dalla famiglia Montefusco, il feudo di Pontelatone passò nel 1306 a Tommaso Marzano, duca di Sessa, che, in un vasto programma di fortificazioni del litorale domizio, più esposto agli attacchi dei nemici, incluse anche il castello di Pontelatone, nonostante fosse situato a notevole distanza dalle coste e lontano dalla capitale del regno. Dopo l'avvento degli aragonesi e l'espulsione degli angioini, Pontelatone passò nel 1420 al nobile Cubello d'Antignano di Capua e, nel 1445, alla famiglia Della Ratta, imparentata con i Marzano.
Nel 1459 Ferrante d'Aragona, per punire Marco Della Ratta che aveva appoggiato Renato d'Angiò contro di lui, lo privò del feudo di Pontelatone. Nel 1465, lo stesso Ferrante ricostituì la Baronia di Formicola, unendovi anche Pontelatone, e la affidò a Diomede Carafa, conte di Maddaloni, i cui discendenti ne rimasero in possesso fino al 1806, anno in cui fu soppresso il feudalesimo. Il nucleo originario di Pontelatone era delimitato da mura interrotte da due porte urbane, di cui oggi sopravvive quella ubicata a nord-ovest. Del castello fatto costruire da Tommaso Marzano in epoca angioina resta solo la Torre cilindrica che, con i suoi circa venti metri di altezza, domina tutto il piccolo centro urbano. Testimonianza del periodo aragonese è l'architettura catalana che ha molto caratterizzato gli edifici e la struttura urbana di Pontelatone con i suoi portali ad arco depresso, le sue bifore dagli svariati motivi a traforo, i tipici fregi ornamentali di alcuni edifici, come i Palazzi Scirocco, Galpiati, Rotondo e Affinito.
Pontelatone è caratterizzata da una torre rimasta testimone dell'antichità, essa è alta circa 20 metri e domina tutto l'abitato. La torre, chiamata anche "torre angioina di Pontelatone", nasce dall'intersezione di un elemento tronco-conico, con uno cilindrico, tra i quali è inserita una cornice a toro di notevole effetto plastico. Alla sommità del corpo cilindrico è riconoscibile l'archeggiatura, che costituiva lo sbalzo e permetteva la realizzazione delle caditoie. Questi elementi di coronamento rappresentano degli ulteriori accorgimenti difensivi che l'architettura militare trecentesca aveva elaborato per potenziare le capacità di resistenza delle fortificazioni. Le torri conservano le cortine merlate, utili alla difesa frontale, essendo adibite a difesa e non ad abitazione, richiedevano un accesso difficile da raggiungere e facile da proteggere. All'interno si accedeva a mezzo di corde e non esistevano scale o ponti levatoi, che vennero installati in epoche più recenti.

 
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