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Caserta Turismo: Ripartire con la cultura

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I tesori nascosti

A cura di Pasquale Iorio
 

Marcianise (Castel Airola)

La prima menzione del castello risale al 1501. Nella documentazione edita, e fino alla fine del XV secolo, il sito di Airola è citato sempre come villa. Tuttora il corpo della fabbrica, nonostante i ripetuti interventi di ampliamento e ristrutturazione compiuti negli ultimi secoli, presenta tracce leggibili del nucleo originario del castello, con la torre di guardia, un porticato, destinato ad accogliere internamente i magazzini, il piano nobile con i saloni e gli ambienti di servizio, un’ampia corte attigua, a base rettangolare, che ospitava la chiesa di S. Giovanni - Trattasi di una torre merlata di stile medievale, in buone condizioni perché restaurata di recente. Forma tutt'uno con un corpo di fabbrica che ha le impronte larvate di un antico maniero alquanto deformato, perché la vecchia costruzione ha perduto la sagoma originaria, in seguito alle trasformazioni subite per le nuove esigenze. Fino a pochi anni fa vicino alla torre si stagliava un maestoso pino dalle proporzioni veramente gigantesche, tali che nessuno più osava coglierne il prodotto a maturazione, perché era alto circa quanto la torre e le ramificazioni si protendevano per una circonferenza dal diametro di circa cinquanta metri. Esso era l'ultimo esemplare di un esteso e folto bosco di pini che circondava l'avita dimora quasi a protezione ed ornamento. Del feudo di Airola si ha la prima menzione nel 1294, perché il 26 maggio di detto anno Carlo II d'Angiò ne fece concessione come feudo a tal Gilberto Malbohe.

Marcianise, castrum Marzanisii, Castel Loriano
Nel Tardo Medioevo è documentata l’esistenza di tre castelli sul territorio di Marcianise: il castrum Marzanisii, oggi non più esistente, ma localizzabile nell’area dell’attuale piazza Umberto I, e i castelli di Loriano e di Airola, tuttora esistenti e situati rispettivamente a sud e a sud-ovest del Comune. Castrum Marzanisii: l’esistenza del castello di M. sarebbe documentata già prima del 1174, a stare alla testimonianza secentesca di Michele Monaco. In particolare, secondo l’erudito capuano, la cattedrale di Capua sarebbe stata decorata, durante gli anni di governo di papa Alessandro III (1159-1181), con diciannove quadroni di marmo effigiati, sull’ultimo dei quali sarebbe stato raffigurato uno stemma con un castello e sarebbe stata leggibile l’iscrizione "Castrum Marzanisii quod est de demanio Ecclesiae Capuae" (Monaco, Sanctuarium, p. 600). Nella documentazione superstite per i secoli XII e XIII Marcianise, tuttavia, non viene mai detta castrum, bensì, come già precisato, villa, casale o semplicemente locus. Viceversa, le notizie sul castello si fanno puntuali a partire dal 1370, allorché l’arcivescovo capuano Stefano della Sanità vi prese dimora, imitato in ciò dai successori. I danni ad esso inferti dagli scontri tra Muzio Attendolo Sforza e Braccio da Montone probabilmente lo resero inabitabile, giacché dopo il 1420 la torre, i gradoni di accesso alla stessa addizione difensiva, nonché gli appezzamenti finitimi al fossato furono dati in locazione.
Prima del 1467 i capuani, in qualità di signori di Marcianise, ristrutturarono ed ampliarono la fabbrica del castello, inglobandovi la chiesa di S. Michele Arcangelo: edificio, questo, dal quale sarebbe partita da allora, ogni anno, la processione del Corpus Domini. Castel Loriano: nell’area meridionale dell’abitato di Marcianise, lungo la provinciale Loriano-Trentola, all’incrocio con l’asse viario che si collega all’antica via Atellana, sorge il castello di Loriano, emergenza monumentale quattrocentesca tra le più rilevanti di Terra di Lavoro; è attestato per la prima volta nel testamento del 1447, nel quale figura il nome del giudice Giovanni Falcone "de castro Loriani". La massiccia costruzione, immersa in un esteso bosco, in origine era circondata da un fossato e da una cinta muraria considerevole per estensione. Oggi risulta in massima parte distrutta e ormai inglobata in muri di contenimento. Della corte interna facevano parte la chiesa dedicata a S. Marcello e i locali per la servitù e per il magazzinaggio. Di notevole interesse sono tuttora le due torri cilindriche di guardia, originariamente orlate a merli aragonesi e munite di feritoie.

 
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