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I tesori nascosti

A cura di Pasquale Iorio
 

ll Mausoleo di Alife: un piccolo Pantheon a pochi passi da noi!

Profumo di storia e di antiche testimonianze: la Campania, ed in particolare l’hinterland casertano, possono asserire con orgoglio di esserne ricchi. Acquedotti, anfiteatri, monumenti risalenti al periodo di maggiore splendore dell’Impero Romano. Eh sì, perché è proprio grazie a questa particolare civiltà che è possibile ammirare cotanta bellezza. Oggi ci addentriamo in un limbo, collocato tra la vita e la morte, tra passato e presente: il meraviglioso Mausoleo di Alife!

Il Mausoleo di Alife: cos’è e dove si trova
Tra i diversi e suggestivi luoghi della nostra storia degni di menzione, non può mancare il ragguardevole Mausoleo di Alife. Questo ameno monumento è ubicato in Piazza XIX Ottobre, al di fuori la porta orientale di Alife. Le sue origini si perdono nel mistero, per quanto diversi studiosi abbiano attribuito la sua nascita ad un potenziale legame con la nobile famiglia degli Acilii Glabriones. Costoro possedevano infatti moltissime proprietà in quel di Alife, per cui tale ipotesi non sembrerebbe poi così azzardata. Nonostante tutto, una possibile collocazione temporale vede il Mausoleo di Alife databile entro la prima metà del I secolo d.C. Di questa illustre gens conosciamo qualche dettaglio: sappiamo che esercitò il proprio potere tra il III secolo a.C. e il V secolo d.C., e che il membro più importante fu Gaio Acilio Glabrione. Fu prima questore nel 203 a.C., per poi diventare tribuno della plebe nel 197 a.C.

Il Mausoleo di Alife, struttura
Tornando al nostro Mausoleo, la sua struttura interna è stata concepita per ospitare dei loculi funerari. Venne successivamente adibito ad uso cristiano, diventando una chiesa dedicata a San Giovanni Gerosolimitano. Nel 1924, infine, fu trasformato in cappelletta votiva in onore dei Caduti. Inizialmente aveva una struttura cilindrica, e una copertura a cupola propria dei monumenti funerari dell’epoca. Il basamento era quadrangolare, e il sepolcro possedeva una pianta circolare con otto nicchie rettangolari, posizionate intorno alle pareti interne. Il paramento è in opus latericium, mentre la cupola è composta da getti anulari aggettanti in coementicium. Esternamente il mausoleo conserva un’originaria modanatura in calcare, che occorreva per distinguere il basamento dall’elemento architettonico superiore, che comprendeva possenti blocchi calcarei.

I Romani e le loro abilità
Nel 1938 il Mausoleo di Alife venne restaurato, e ciò conferì nuova vita all’intero edificio sacro. Sebbene però alcuni ritocchi siano stati necessari, quest’opera architettonica ha sfidato la tirannia del tempo, ed è rimasta fiera nel suo antico aspetto. Ciò costituisce la prova tangibile delle sconfinate abilità ingegneristiche dei Romani. Il suo tamburo cilindrico, di ben 6 metri di altezza, è stato realizzato completamente in marmo, e si trovava, come abbiamo visto, su di un basamento quadrato che ora è coperto dal livello stradale. Quando l’edificio divenne un santuario, nel 846 d.C., furono operate importanti modifiche. Le trasformazioni che ebbero luogo sono riscontrabili nell’acquasantiera, che si trova a destra dell’ingresso principale. Anche l’altare, ormai demolito, conservava lo scorcio di una modesta arcata, spia dell’originario ingresso del mausoleo. Un’ulteriore curiosità che interessa il Mausoleo di Alife è la presenza di una tomba del periodo sannitico.
Questa emerse durante gli scavi nella Conca d’Oro di Alife, un terreno agricolo nei pressi del centro abitato della città. Il mausoleo, grazie anche alla sua posizione strategica, nel Medioevo venne impiegato come torre di guardia, per poter controllare eventuali attacchi dei nemici delle regioni limitrofe. La sua monumentalità lo rende una sorta di mini-Pantheon, assimilabile a quello di Roma. Il suo sviluppo proporzionale ne è la prova evidente. La perizia e l’attenzione con cui quest’opera è stata costruita è ammirevole, e rende il Mausoleo di Alife un luogo d’inestimabile valore storico.
Malauguratamente, le sue condizioni sono destinate a peggiorare a causa di alcune infiltrazioni d’acqua che potrebbero compromettere la stabilità della struttura. Cionondimeno è fondamentale valorizzare e promuovere la sua scoperta. Visitate anche voi il Mausoleo di Alife, forte e al contempo fragile testimonianza del nostro passato e della nostra storia!

Autore: Marcella Calascibetta pubblicato il 17 aprile 2019

 
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