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Caserta Turismo: Ripartire con la cultura

Viaggio nei luoghi della memoria e dell’arte di Terra di Lavoro

I tesori nascosti

A cura di Pasquale Iorio
 

Alla riscoperta dei tesori abbandonati (o nascosti)

Il caso del MUCIRAMA di Piedimonte Matese
In questi anni di attività della nostra rete delle Piazze del Sapere abbiamo avuto modo di osservare lo stato del ricco patrimonio storico e culturale presente in Terra di Lavoro. A fronte di alcune buone pratiche – come quelle del rilancio della Reggia Vanvitelliana e del Real Sito di Carditello – permane una condizione di "deserto culturale", di tanti siti e monumenti prestigiosi abbandonati o addirittura nascosti). Basta citare i casi di due importanti castelli, come quello di Carlo V a Capua ed il Matinale di Federico II a Cancello Scalo.
Questa denuncia è stata lanciata con forza anche da Italia Nostra con un sito dedicato ad una Lista rossa dei monumenti a rischio in Provincia di Caserta. Per questi motivi abbiamo provato a fare una ricerca-inventario sui tesori negletti da una classe politica ed istituzioni, che ancora stentano a comprendere il valore dei tesori di cui sono pieni il nostro territorio e i nostri centri storici. Dopo le battaglie di civiltà che già ci vedono impegnati per il futuro del Museo Campano e dell’Archivio di Stato – grazie anche al contributo e alle competenze dell’università – abbiamo deciso di segnalare e mettere a fuoco alcuni casi più che emblematici: come ad esempio quello del Mucirama (Museo civico Raffaele Marrocco di Piedimonte Matese), che fa parte del Polo Museale Campano di Terra di Lavoro. Abbiamo conosciuto da vicino questo monumento in occasione di un evento nell’ambito del ricco Festival dell’Erranza, curato da Roberto Perrotti. E abbiamo fatto una scoperta sconcertante: questo monumento è rimasto chiuso per alcuni intoppi burocratici che condizionano la sua fruibilità. E stiamo parlando di un’opera situata nel Largo S. Domenico, con un chiostro e porticati ricchi di affreschi (di recente riportati alla luce), con una pregevole Cappella del Rosario e due collezioni di immenso valore: quella archeologica con una sezione dedicata ai Sanniti (in cui spicca la statuetta di bronzo del corridore di Monte Cila) e quella civica, con tante opere, reperti della civiltà matesina. È vero che in questa fase c’è stato un cambio di amministrazione (a seguito anche di indagini giudiziarie): ma ci chiediamo cosa aspettano il sindaco e la nuova giunta a risolvere questi intoppi perdere piena agibilità al museo e ai beni comuni ad esso collegati.
Come viene sottolineato in una nota dell’Associazione Am’Arte: "Il MuCiRaMa è un luogo che ha bisogno di continue cure, c’è ancora molto lavoro da fare, quello che le direttrici, per la brevità dei loro mandati, non sono riuscite a progettare e realizzare. A nostro parere il Comune dovrebbe riconoscere fondi e risorse, umane e finanziarie, al Museo. Se confrontiamo la situazione del Mucirama con i moderni standard museali, e con il Codice Etico dell’ICOM, rileviamo tutti i bisogni di un’istituzione museale, e che il nostro museo soffre: la mancanza di un capitolo di spesa comunale dedicato al Museo, la mancanza di un Piano di gestione del Museo, procedure di manutenzione ordinaria e straordinaria, la collocazione di un dipendente che assolva alle funzioni di custodia, sorveglianza e bigliettazione".
Purtroppo anche questo Museo rimane vittima dell’emergenza amministrativa che attanaglia tanti enti locali. Infatti a poco più di un anno dalla nomina di un direttore competente (come il dott. Crimaco) abbiamo appreso dal giornale on line PaeseNews che è stato licenziato a seguito del dissesto finanziario in cui verso il comune matesino. Tale decisione mette a rischio la tenuta della struttura museale, che già a lungo è stata chiusa. Con gravi ripercussioni per la vita cultural di un ampio territorio.
Eppure questo sito è entrato a far parte del cosiddetto "sistema museale di Terra di Lavoro" nell’ambito del polo campano. Ma non basta a garantire il futuro di stabilità e di adeguata valorizzazione di un prestigioso monumento, come purtroppo avviene per tanti altri siti importanti del nostro patrimonio. Per questo riteniamo decisivo continuare un’opera di informazione e diffusione – ma anche di denuncia – insieme con alcuni social e con altre realtà associative (alcune gestite da giovani), che per fortuna si vanno diffondendo nelle nostre città.

Pasquale Iorio www.lepiazzedelsapere.it Caserta, 30 gennaio 2019

 
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