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Caserta Turismo: Castelli e fortificazioni
 

Prata Sannita
Prata Sannita sorge all’estremità settentrionale della regione, verso il Molise, nell’antica area irpino – sannitica alla quale si sovrappose, nell’alto medioevo, la Longobardia minore, comprendente i tre principati di Capua, Benevento e Salerno.

Notizie storiche
Il primitivo impian to risale al tempo dei Longobardi che assegnarono Prata alla contea di Alife, e probabilmente il borgo sarebbe scaturito da un opera fortificata. Il feudo in età angioina fu prima della famiglia Villacoublai e successivamente dei Capuano e dei Sanframondo; pervenne nel XIV secolo ai Pandone conti di Venafro che vi costruirono il castello, presumibilmente su una precedente fortificazione altomedievale.
Anche il borgo era murato e, nel Cinquecento, erano tenuti in efficienza sia il castello che le mura a protezione dell'abitato. Una descrizione di quel tempo riporta che: "Prata…tiene Buenos muros y un castello bello en lo alto del monte que senorra la tierra”. Assegnato in età vicereale alla famiglia Rota (1534), sul finire del XVII secolo Prata passò agli Invitti, che ne detennero il possesso per tutto il secolo successivo: ad essi si devono le maggiori trasformazioni ad uso residenziale del castello, con modifiche che proseguirono agli inizi dell’Ottocento.
Con il passar degli anni gli abitanti del borgo hanno costruito nuove case nell'attuale Prata così che l'insediamento più antico del vecchio borgo ha preso il nome di Prata Inferiore. Il borgo è ancora parzialmente racchiuso nelle sue mura (sul lato verso il fiume Lete), dominato dalla maestosa mole del castello.

Dati caratteristici
Dell’originaria costruzione altomedievale non resta più nulla. Il castello articola i suoi corpi di fabbrica attorno ad un cortile secondo uno schema regolare con torri cilindriche negli angoli di un rettangolo. L'aspetto del complesso (adibito ad abitazione) è trecentesco e presenta i caratteri tipici dell'architettura militare angioina costituiti da alte torri cilindriche su base tronco-conica anch'essa di rilevante altezza. In età moderna l’impianto ha subito alterazioni a causa della trasformazione in residenza.
Queste modifiche sono più evidenti sul lato prospiciente il fiume Lete, dove venne aperta un loggiato (oggi murato) e fu operata una ridistribuzione degli ambienti interni. Questi sono articolati intorno alla corte interna, erano costituiti al piano terra, stalle, ambienti di servizio e sottostante cisterna. Il primo piano. Oggi parzialmente allo stato di rudere ospitava l’appartamento nobile e probabilmente la piccola chiesa del castello.
Al piano secondo, cui si accede attraverso una scala ottocentesca, sono attualmente ospitati, in alcune sale, tre distinte collezioni, una storica sulle due guerre mondiali, una sulla civiltà contadina ed una denominata “museo del vasaio

Bibliografia minima
C. Caniglia Rispoli, L. Santoro, Le opere fortificate della Campania. Catalogo della mostra, II ed., Napoli, 1972

** Tratto dal sito web dell'Istituto Italiano dei Castelli

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