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Caserta Turismo: Castelli e fortificazioni
 

Conca della Campania
Le primitive strutture del castello di Conca della Campania furono realizzate da magistri fabricatores di Montecassino, agli inizi del X secolo, nell’ambito di una vasta operazione di messa a coltura di nuove terre. Fu quindi oggetto di contese fra il cenobio benedettino e i principi di Capua. Il feudo appartenne ad alcune fra le famiglie più potenti del Regno, quali i Marzano e i de Capua che vi affiancarono la struttura palaziale.

Notizie storiche
La dislocazione di un insediamento fortificato altomedievale, il Castrum Pilanum menzionato da Erchemperto, è tutt’oggi oggetto di ricerche. Il Castrum Conchae appare come una realtà distinta già dal X sec., quando una sua primitiva struttura sembra essere stata realizzata dai monaci di Montecassino, già possessori, nel medesimo areale, di celle e terreni.
I benedettini, fra alterne vicende, lo tennero fino al 1066, quando fu ceduto dall’abate Desiderio ai Principi di Capua e poi, nuovamente, fino alla fine del XII secolo, quando il normanno Guglielmo II concesse parte del feudo a Goffridus de Gallutio, mentre l’altra metà era detenuta da Polito di Tora.
Il castrum Conce compare, quindi, nel Mandatum federiciano del 1231, fra i castelli che dovettero collaborare al restauro di quello di Sessa Aurunca. Nel periodo angioino, si susseguirono vari feudatari e nel 1390 Conca fu assegnata alla potente famiglia Marzano, che la detenne fino al 1467, quando i nuovi regnanti aragonesi la concessero ai de Capua. Agli inizi del XVIII fu proprietà degli Invitti, già Marchesi di Prata, e, infine, dei Galdieri.

Dati caratteristici
Il fortilizio medievale, a pianta irregolare, risulta molto alterato e denuncia una serie di stratificazioni di difficile lettura, poiché le strutture murarie superstiti sono foderate da una scarpa d’epoca rinascimentale che le copre per almeno due terzi dell’altezza.
Gli angoli nord-orientale e sud occidentale presentano due torri cilindriche, di cui la prima di modeste dimensioni, frutto di interventi di probabile epoca angioina. Già prive di coronamento, furono ulteriormente cimate solo a seguito dei danni subiti durante l’ultima Guerra Mondiale. L’angolo sud orientale è stato interessato da crolli avvenuti durante il XVIII secolo. e, pertanto, non è possibile ipotizzarne l’antico assetto. Le cartografie antiche lasciano supporre che un primitivo ingresso fosse posto sul fronte meridionale del castello. Tracce di un varco d’accesso si rinvengono, tuttavia, solo sul versante settentrionale, inglobate in strutture profondamente modificate (il castrum, un tempo murato, presentava, altre due porte, ubicate sui fronti orientale ed occidentale. Quest’ultima, sia pur modificata, è ancora in posto).
Sempre sul fronte settentrionale è possibile leggere la presenza di alcune merlature alla guelfa (prive di aggetto), chiuse già in epoca antica per l’alloggiamento di archibugiere e per l’utilizzo di pezzi d’artiglieria. In epoca rinascimentale, sul fronte occidentale del maniero s’innestò la potente mole del palazzo voluto dai de Capua, che dovette obliterare parte delle strutture medievali. Tale palazzo presenta caratteri tipici del periodo aragonese e quelli del rinascimento toscano e custodisce, nell’androne che immette al cortile interno, preziosi lacerti di affreschi, datati alla prima metà del XVI sec. Durante il XVIII secolo, la struttura subì una serie di modifiche per essere adattata alle nuove esigenze residenziali.

Bibliografia minima
A. Panarello, Note e documenti per la storia feudale del castello di Conca della Campania, in Idem (a cura di), Terra filiorum Pandulfi. IV, Vairano Scalo, 2005
A. Parma, Conca della Campania. Storia, tradizioni, immagini. Napoli, 1985


** Tratto dal sito web dell'Istituto Italiano dei Castelli

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