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Caserta Turismo: Castelli e fortificazioni
 

Cancello
Il castello sorge a circa 300 m. slm, sul mons Cancelli, estrema propaggine occidentale dei monti di Avella, in posizione strategica tra due strade, quella che da Napoli e Capua procede verso la valle Caudina, Benevento, il Sannio e la Puglia e quella che conduce ad Avellino e Salerno costeggiando la piana nolana. Denominato castrum Matinalis dallo sperone roccioso, la “Matina”, su cui la fortezza è arroccata, sovrasta ancora oggi con la sua imponenza l’abitato di Cancello, piccolo borgo al quale deve la denominazione di “castrum Cancelli” con cui fu ribattezzato sul finire del XII secolo.

Notizie storiche
Alcuni documenti angioini documentano l’esistenza in epoca sveva del castello, che apparteneva a Margherita, figlia naturale di Federico II, la quale lo aveva ricevuto in dote da Tommaso II D’Aquino in occasione del loro matrimonio. Tuttavia, il Lettieri ipotizza l’esistenza di un precedente castrum longobardo alla fine del IX secolo, che potrebbe essere stato restaurato e ampliato in epoca normanna, come suppongono diversi studiosi.
Al centro delle lotte tra angioini e durazzeschi la fortificazione è occupata dalle milizie pontificie guidate dal cardinale Vitelleschi, ma verso la metà del XV secolo diviene possedimento di Giacomo Candida da Benevento, finché sul finire del secolo diviene ricovero di briganti e poi entra a far parte delle proprietà dei duchi di Maddaloni. Lo stato di abbandono in cui versa la fortezza da quel momento si legano al mancato potenziamento dei sistemi di difesa che l’avvento dell’artiglieria avrebbe reso necessario.
In pessime condizioni la fabbrica sopravvive sino al XVIII secolo, tra danni e crolli causati dei terremoti e ricostruzioni mirate ad adattarla a casa rurale. Quartier generale durante il periodo napoleonico del generale Championnet, è sede di un comando delle forze alleate durante la seconda guerra mondiale e proprietà dei D'Aquino di Caramanico.
Attualmente il castello e l’intera collina circostante sono possedimenti della famiglia Barraco.

Dati caratteristici
Una geometria forte caratterizza l'impianto del castello di Cancello e al contempo dichiara l'impronta Federiciana in una fabbrica tipicamente sveva nella definizione dei volumi d'insieme. La pianta è descritta da un quadrato di 35 metri circa di lato, intorno al quale si distribuiscono cinque torri, anch'esse a pianta quadrata, che, se pur in maniera asimmetrica, si ordinano su una griglia modulare di circa otto metri di lato.
Quest'ordine ancora si legge nitidamente in una fabbrica in stato di abbandono, la cui consistenza materica è ancora abbastanza integra. Delle torri, che presentano altezza variabili dai 18 a 25 metri, quattro sono ubicate ai vertici del quadrato e disposte ad elica e la quinta sul fronte nord a protezione della posterla. L'apparecchio murario in pietra calcarea è costituita da conci spaccati irregolari posti in opera in maniera disordinata, anche se a tratti si leggono i filari orizzontali a testimonianza di interventi costruttivi mirati all'aggiornamento della fabbrica nel tempo.
Sono rinvenibili a tutt’oggi alcuni degli orizzontamenti, realizzati prevalentemente con volte a botte ogivali. Due tipologie di aperture si distribuiscono con un certo ordine: monofore negli ambienti a pianterreno e quadrate al livello superiore, caratterizzate da cornici sagomate ad arco ed architravi in tufo grigio. Finestre ogivali si aprono in alcuni punti nella cortina muraria a est. Di pregio il portale d'ingresso che si apre nella cortina a sud, con profilo ogivale caratterizzato da conci calcarei bianchi ben lavorati con sezione crescente verso la chiave dell'arco, il cui concio di chiave è in granito scuro. Nei piedritti laterali ancora si notano le guide di scorrimento della grata di ferro a protezione dell’accesso.
Sovrastante la traccia nella muratura della caditoia per le acque piovane. La grande sala d'ingresso rettangolare, coperta un tempo da una volta a botte a sesto acuto potrebbe essere stata l'unica navata della chiesa di San Pietro a Cancello, citata in alcuni documenti della Diocesi di Santa Agata. Di singolare interesse il sistema di raccolta delle acque piovane, ancora chiaramente riconoscibile, costituito da cisterne, pozzi, e condotti cilindrici in cotto.

Bibliografia minima
P. F. Pistilli, Castelli Normanni e Svevi in Terra di Lavoro, San Casciano V.P. (FI), Libro Co., 2003
P. Rescio, Il sistema delle fortezze medievali. della Contea di Acerra. Il castello di Matinale a Cancello, in Raccolta storica dei Comini, vol.24, Istituto di Studi Atellani, 2010
A. Cadei, Le radici dei castelli quadrati federiciani, in H. Houben e O. Limone (a cura di), Federico II “Puer Apuliae”. Storia arte cultura (atti del Convegno internazionale di studio in occasione dell’VIII centenario della nascita di Federico II, Lucera, 29 marzo-2 aprile 1995), Galatina, 2001


** Tratto dal sito web dell'Istituto Italiano dei Castelli

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