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Caserta Turismo: Castelli e fortificazioni
 

Alife
La città di Alife è situata nella piana del Volturno, ai piedi del monte Matese. Ancora oggi l’impianto urbanistico ricalca quello dell’insediamento romano. Il castello, inserito nel quadrilatero delle mura di cui occupa l’angolo sud-est, era l’unico baluardo della città, situata in pianura e poco difendibile dagli attacchi. Il ruolo difensivo del castello fu fondamentale fino al XVI secolo, quando il fortilizio venne abbandonato a causa delle nuove trasformazioni urbane e dei nuovi metodi di assedio e combattimento.

Notizie storiche
Il primo nucleo del castello risalente all’epoca longobarda, fu fondato su precedenti strutture romane. Modificato dai conti normanni Rainulfo e Roberto fu, a partire dal 1066, inserito nel nuovo sistema di mura della città. Attaccato e incendiato nel corso dei secoli XI e XII fu, nel 1229, restaurato per volere di Federico II, ad opera degli “uomini della terra, di Piedimonte e di Baia”. Nel XIII sec. feudo e castello passarono a Filippo d’Angiò, figlio di Carlo I, godendo ancora di importanza strategica e difensiva. In rovina, non più valido per difesa a causa dei nuovi metodi di combattimento, fu abbandonato nel 1561 dopo l’ultimo attacco delle truppe regie e pontificie. Stravolto dalle trasformazioni urbane dell’inizio del XX secolo, il castello fu bombardato nel 1943. Restano oggi la torre a sud-ovest, integra, mentre la torre nord-ovest è stata modificata nell’altezza e svuotata; la torre di sud- est, invece, è inglobata in un’abitazione. Nel 1915 fu demolita in parte la torre di nord-est perché pericolante. Da foto d’epoca quest’ultima risulta diversa da quella a noi pervenuta integra e la si è identificata con il maschio.

Dati caratteristici
Le strutture del castello a noi pervenute fanno parte dell’opera di incastellamento di Alife voluta dalla dinastia Drengot, a partire dal 1066. La struttura difensiva, tuttavia, si distacca dalla tipologia dei castelli normanni, come quello di Melfi, proprio per la particolare topografia della città di Alife, situata in una piana, all’incrocio di strade importanti per commerci e a ridosso di un’area fertile e ricca di corsi d’acqua. Il fortilizio fu definito da Falcone di Benevento “munitionem castelli”. Aveva quindi un diverso ruolo di castello fortificato rispetto a quello di oppidum o di castrum ed era sede del potere economico e militare.
Il castello è del tutto inglobato nel tessuto urbano e, non isolato da esso, occupa l’angolo est del sistema murario della città, un quadrilatero fortificato con mura di spessore pari a 2,5 mt e di lunghezza pari a 540 x 420 mt, rivolte ai quattro punti cardinali, con un sistema di torrette circolari e rettangolari posizionate ogni 40 mt. Questo sistema non era dotato né di fossato né di argine difensivo se non in corrispondenza del castello, sotto il quale scorreva il fiume. Il castello, di cui oggi restano pochi elementi riconoscibili, era costituito da un sistema di quattro torri angolari a pianta circolare con merlature. Il diametro delle torri era di 10,50 mt mentre la loro altezza risultava all’incirca di 15 mt. Si è identificato il maschio nella torre nord est, cioè in quella posizionata più verso l’esterno. E’ probabile che fosse dotato anche di barbacane, di cui non resta traccia. Durante gli ultimi scavi archeologici (2001) sono stati approfonditi alcuni aspetti costruttivi del castello che era dotato di camminamenti lungo le mura e sono venuti alla luce anche resti di abitazioni al suo interno. E’ invece ancora in corso di interpretazione il ritrovamento dei resti di una quinta torre.

Bibliografia minima
A. Gambella, Potere e popolo nello stato normanno di Alife, Napoli, 2000
D. Caiazza, L. Cielo (a cura di) In finibus Alifanis: storia e archeologia di Alife e del suo distretto, Piedimonte Matese (CE), 2001


** Tratto dal sito web dell'Istituto Italiano dei Castelli

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