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Distretto Turistico Caserta: I poli turistici dal libro Terra di Lavoro Ripartire dalla cultura
 
Distretto Turistico Caserta: I poli turistici dal libro Terra di Lavoro Ripartire dalla cultura
 

I nuovi orizzonti del turismo: sviluppo interculturale dei sistemi turistici.
L'importanza del turismo dal punto di vista economico è uno dei principali aspetti che muove numerosi soggetti, pubblici e privati, a considerare tale settore come generatore e fonte principale di ricchezza del proprio territorio.
Le pratiche di spostamento caratterizzate da diverse motivazioni di viaggio, legate non solo alla visita di beni storici, artistici e paesaggistici di una città, ma anche alla partecipazione a mostre, fiere e concerti o alla conoscenza delle tradizioni e pratiche folkloristiche locali e all'acquisto di prodotti dell'artigianato e dell'enogastronomia, rappresentano quello che oggi chiamiamo Turismo Culturale.
Per facilitare il passaggio da un turismo tradizionale ad un turismo motivazionale di nuova generazione, più orientato alla creazione di esperienze turistiche innovative, autentiche ed originali richiede un cambio di paradigma ed un percorso di aggiornamento professionale a tutti i livelli.
Progettare esperienze turistiche distintive, richiede un approccio orientato al turista.
Le esperienze turistiche per essere rilevanti e memorabili devono essere specifiche per questo:
a) Devono essere definite per segmenti e sotto-segmenti ben individuati, tenendo conto dei loro bisogni caratterizzanti e le loro determinate inclinazioni. Di conseguenza non è possibile realizzare esperienze di valore che siano generiche, indifferenziate e rivolte alla totalità dei turisti.
b) Devono essere originali per massimizzare l’impatto che avranno sui turisti. L’imitazione è poco premiante e rende l’esperienza poco memorabile dal punto di vista dei turisti. Gli strumenti per l’innovazione e la creatività, ma anche l’ausilio alla profilazione dinamica, favoriscono la generazione di idee innovative originali per esperienze di successo mirate.
c) Devono avere un forte legame con il territorio, per risultare realmente distintive ed evitare di risultare fungibili ed essere copiate da altre destinazioni turistiche.
Oggi è possibile distinguere un ritorno di interesse verso il turismo di matrice culturale, che anche se non praticato esclusivamente, si affianca a qualsiasi altra forma di turismo, in quanto il solo spostamento verso un'altra località o territorio presuppone il contatto diretto con un'altra cultura diversa dalla propria. Attualmente infatti chi si mette in viaggio è alla ricerca, non solo di relax, ma anche di novità e di esperienze, che siano in grado di suscitargli emozioni e sentimenti. Non a caso, c'è chi definisce il turismo culturale come un turismo di tipo esperienziale, strettamente legato al vissuto personale del turista e per ciò di grande importanza per l'individuo. Per realizzare un’esperienza seamless, ovvero senza saldature, occorre che gli operatori del turismo, si aggreghino per soddisfare in maniera concordata e coordinata le esigenze dei diversi segmenti turistici, sulla base dell’esperienza da loro desiderata, per potere creare esperienze turistiche tematiche rivolte a segmenti turisti omogenei, che contemplino l’integrazione delle filiere produttive dell’industria, dell’artigianato, del commercio, dei servizi e della cultura con quella turistica.
L'heritage tourism si caratterizza per uno specifico modo di fare turismo, legato alle tradizioni e basato sulla conoscenza dell'altro e del proprio background storico-culturale.
L’Heritage rappresenta la possibilità di far rivivere le tracce del proprio passato, individuandone i resti e le tracce al fine di renderle fruibili pur trattandosi, talvolta, di memorie alterate o peggio del tutto inventate, per rendere maggiormente spettacolare e d'impatto la ricostruzione.
Chi produce e vende turismo è a conoscenza che si tratta della maggiore industria mondiale in termini di fatturato e digestione del tempo libero, e che l'esperienza del viaggio ha ormai assunto un ruolo cruciale nelle dinamiche sociali delle persone. Tale sviluppo ha portato ad una differenziazione estremamente ampia dell'offerta turistica, in modo da poter rispondere in maniera sempre più puntuale alle richieste della clientela, diversificandone il prodotto. Per fare questo le destinazioni turistiche dovranno favorire la creazione di reti di imprese e reti di reti, per la governance di una filiera turistica esperienziale integrata, per creare standard di qualità condivisi, orientati al mercato. Ogni città che vive è il risultato di un processo dinamico d’invenzione, produzione, manomissioni e sottrazioni di epoche diverse. È un insieme di sedimentazioni temporali e di contagi stilistici dove ogni popolo ha continuato a tracciare la sua strada con orgoglio. La città deve ritornare a essere narrazione della sua identità che cambia, dei suoi attori e delle sue relazioni reciproche. Una città contemporanea deve essere capace di cogliere i segnali del futuro, incoraggiando rinnovi e le trasformazioni annunciate. Viviamo nell’epoca della pluralità tecnologica, capace di modificare e strutturare gli elementi architettonici, urbanistici e sociali. Il promuoversi da soli, pur avendo a disposizione un importante potenziale turistico locale, non consente di soddisfare (e di sfruttare positivamente) quella caratteristica dominante del turista, ovvero la sua richiesta di una esperienza completa, la total leisure experience.
Il futuro della comunicazione turistica è già iniziato. Si sente già parlare di Web 3.0 e quindi Tourism 3.0, effettivamente il consumatore oltre ad utilizzare lo strumento internet per socializzare e condividere le proprie esperienze, sta cercando di raggiungere sempre maggior potere, al punto di influenzare gli operatori nel mercato turistico e cambiare il loro modo di interagire con il cliente.
Con il Web 3.0 si continuerà a condividere esperienze e socializzare, ma si avranno risposte più esaustive alle proprie domande e ricerche.
Assisteremo ad un’evoluzione dei motori di ricerca e dei portali di prenotazione online. Per esempio oggi ancora si ricerca sui vari siti le offerte e le informazioni riguardanti il viaggio che si vuole eseguire, ma tra poco sarà lo stesso Web a ricercare, catalogare e trovare la soluzione giusta alle mie esigenze, tenendo conto anche delle recensioni, senza dover aprire una varietà di siti internet.
Il turista richiede l’accoglimento di una molteplicità di bisogni che non possono essere soddisfatti se non ricorrendo all’aggregazione, alle forme di partecipazione e partenariato. Potremmo dire che la trasformazione delle risorse turistiche locali in prodotto turistico avviene là dove si crei sinergia tra strutture differenziate.
Per individuare buone pratiche, idee e proposte che possano favorire la valorizzazione del territorio.
a) Arte, Cultura e Formazione;
b) Tutela dell’Ambiente e Green Economy;
c) Risorse del Territorio, Agricoltura e Enogastronomia;
d) Turismo e Commercio;
e) Ricerca Scientifica e Innovazione Tecnologica;
f) Progettazione e Riqualificazione Urbana.
Favorire la scoperta della bellezza nascosta. Definire una comunicazione coordinata che prenda come riferimento l’Identità Caserta e al contempo sappia mettere in evidenza le attrattività specifiche dei singoli territori. Parallelamente, dotare tali luoghi di adeguate reti di servizio per trasformare i punti di debolezza esistenti in esperienze inaspettate e sorprendenti.
Promuovere la cultura dell’accoglienza. Favorire la formazione e la crescita professionale e culturale degli operatori del turismo: un aspetto che coinvolge tanto le competenze tecniche (conoscenza delle lingue, padronanza del territorio e delle sue attrattività…) quanto i comportamenti (trasparenza dei prezzi, rapporto qualità/prezzo, chiarezza della proposta, ecc.)
Integrare i luoghi della produzione d’eccellenza nei percorsi di viaggio. Attivare un dialogo tra le imprese e operatori del turismo per favorire la conoscenza del saper fare eccellente che sottende la nostra produzione, sostenendo così il valore e la promozione del Made in Caserta.
Proporre esperienze costruite intorno ai target. Rifocalizzare l’offerta turistica, oltre che intorno al territorio, intorno alle passioni e agli interessi dei visitatori stranieri, per definire una proposta più ricca e corrispondente ai nuovi stili di viaggio.
Sensibilizzare i pubblici interni (istituzioni, imprese e cittadini) al valore della nostra Provincia. Promuovere nei casertani la piena consapevolezza della propria eredità e del ruolo che ciascun attore riveste nella sua piena valorizzazione, perché essi stessi diventino i primi ambasciatori della propria città. Un cambiamento culturale che passa, tra le altre cose, attraverso la scuola. Crediamo in un “Rinascimento” della società, una rinascita attraverso la ripresa delle piccole attività di eccellenza. Per questi motivi abbiamo avviato collaborazioni con altre associazioni e piccoli musei che hanno il nostro stesso fine: promuovere bellezza, cultura, tradizioni e innovazioni. Tali strategie prevedono, tra le altre, operazioni di promozione dell'immagine turistica della destinazione che mira a definirne, migliorarne e affermarne i caratteri di affidabilità, di prestigio e di fiducia. Non solo. Anche la programmazione annuale di eventi, di manifestazioni fieristiche e di mostre di settore fanno parte della pianificazione prevista dalle linee guida varate dalla Giunta.
Inoltre, l’implementazione di azioni di marketing rivolte ai consumer attuali e potenziali sarà parte integrante di tale strategia. In particolare, tutto il comparto di comunicazione, promozione e marketing territoriale, sarà calibrato secondo il target di turisti di riferimento, al fine di ottenere una più incisiva penetrazione nei mercati obiettivo, anche attraverso azioni di comunicazione 3.0 che possano unire la viralità del messaggio con una definizione accattivante del territorio attraverso il web e la multimedialità.
Il Consorzio Distretto Turistico Caserta ha per scopo favorire lo sviluppo del turismo, e dei servizi ad esso collegati, e la valorizzazione del territorio.
Propone:
a) L’organizzazione di convegni, dibattiti e seminari anche mediante la gestione diretta di strutture congressuali.
b) L’incentivazione del turismo sociale, giovanile e degli anziani, a scopo naturalistico o di interesse storico-artistico.
c) La partecipazione a fiere, mostre ed eventi di carattere turistico, artigianale, culturale, agricolo ed enogastronomico.
d) L’organizzazione, anche a mezzo collaborazioni esterne, di servizi legati al turismo e al tempo libero come manifestazioni culturali, spettacoli, mostre, eventi etc.
e) La produzione, distribuzione e commercializzazione di materiali informativi, editoriali, divulgativi, promozionali e didattici.
f) L’attività editoriale di progettazione, realizzazione, distribuzione e vendita di guide, libri, cartoline ecc. h) La gestione di servizi pubblici, anche in convenzioni con gli Enti Locali del territorio come, a titolo esemplificativo: parcheggi, musei, aree archeologiche, parchi, servizi di accoglienza e di intrattenimento.
i) La partecipazione a società od organismi finalizzati allo sviluppo economico dell’area o comunque alla creazione e qualificazione dei servizi turistici.
Progettazione
La tipologia della manifestazione Caserta in Vetrina è di natura socio-culturale, economica e turistica. Un pittoresco itinerario, con stand coperti in cui saranno proposti ai visitatori oggetti e manufatti, della tradizione locale e non solo, realizzati da artisti e artigiani.
A cornice, spettacoli musicali e teatrali, mostre e installazioni ispirate al Natale, con l’obiettivo di creare un’atmosfera magica e avvolgente da borgo incantato, che possa soddisfare un pubblico eterogeneo, di adulti e di bambini.
L’evento collocandosi in un’area vicinissima alla Reggia di Caserta, uno dei monumenti più visitati del nostro Paese, sarà un luogo di attrazione per i visitatori del celebre sito, ma, allo stesso tempo, uno stimolo in più per soggiornare nella nostra città e ammirare le nostre bellezze, tra cui lo stesso Palazzo Reale.
Il progetto Canapa Sativa è l’occasione per illustrare le opportunità che offre la canapa e lo stato dell’arte di studi, ricerche e attività operative.
Il progetto comprende tutti gli ambiti di utilizzo potenziali della canapa, segnatamente:
a) Alimentare (olio, farina, pasta, birra, ecc.)
b) Artigianale (biologico, ecc.)
c) Calzaturiero (scarpe, mocassini, ecc.)
d) Carte speciali
e) Fabbricazione cesti e cordami
f) Industriale
g) Medico con i principi attivi ammessi per legge
h) Nutraceutico
i) Tessile
Il 2013 è stato in Italia l’anno della riscoperta di un’antica coltivazione, quella della canapa. Da nord a sud sono stati numerosi gli agricoltori che hanno deciso di convertire i loro terreni a questa coltura.
La canapa in questione non ha nulla a che fare con la sua più famosa cugina al centro dei dibattiti pubblici e della cronaca. La canapa di cui si sta parlando è la Cannabis Sativa, detta canapa da fibra o canapa industriale. La sua coltivazione in Italia è legale dal 1998, perché a basso tenore di THC (inferiore allo 0,2%).

 
 
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